Un paese di montagna vicino alla Riviera

Ceriana sorge sopra il torrente Armea, sulle colline dell’entroterra alle spalle di Sanremo, a 369 metri sul livello del mare. Il Comune contava 1.082 residenti al 31 dicembre 2024: il dato riguarda l’intero territorio comunale, non soltanto il nucleo storico raccolto. La costa è abbastanza vicina per una gita di un giorno, ma la strada sale verso un altro ritmo: versanti boscosi, fasce d’ulivo e case addossate alla montagna invece che distese lungo il mare.

Nel centro antico, le case in pietra, i passaggi voltati e gli stretti carrugi si avvolgono sul pendio con un andamento simile a una spirale. La visita si fa a piedi. Un vicolo può stringersi sotto un arco e poi aprirsi davanti a un campanile o a una veduta sulla valle. Il carattere di Ceriana non è soltanto pittoresco: chiese, oratori e tradizioni di canto continuano a far parte del calendario della comunità.

Le origini romane: un racconto locale, non un fatto provato

La storia comunale collega il nome Coeliana a una famiglia romana dei Coelii e cita Marco Celio Rufo, nobile romano legato a Cicerone. Lo stesso Comune usa formule ipotetiche per alcuni passaggi e la pagina pubblica non presenta prove archeologiche che dimostrino la fondazione dell’attuale borgo da parte di quella famiglia. È più corretto leggerla come una tradizione locale sulle origini, non come una fondazione romana accertata.

Il quadro più solido comincia nel Medioevo. Una scheda regionale colloca le prime attestazioni documentarie intorno all’anno 1000 e registra il passaggio al vescovo di Genova nel 1038. Il Comune fa risalire ai secoli XI e XII la forma riconoscibile dell’abitato, quando presero corpo i vicoli compatti, il carattere difensivo e la vecchia chiesa dei Santi Pietro e Paolo. In seguito Ceriana entrò nelle vicende dei signori genovesi e della Repubblica di Genova, prima dell’età napoleonica e dello Stato italiano ottocentesco.

Chiese, oratori e uno strumento insolito

Gli edifici religiosi formano un itinerario a piedi, non un solo monumento isolato. La chiesa vecchia dei Santi Pietro e Paolo si trova nella parte bassa dell’abitato; la parrocchiale più ampia, più in alto, fu consacrata nel 1774 dopo il lascito di un benefattore del 1633. Nella sacrestia conserva un idrocronometro del 1867 realizzato da Giovanni Battista Embriaco, frate domenicano e ingegnere nato a Ceriana. Chiedi in loco se chiesa e sacrestia siano visitabili nel giorno scelto.

Quattro sodalizi sono riconoscibili dal colore: Rossi, Verdi, Azzurri e Neri. Questi ultimi sono propriamente la Compagnia della Misericordia, distinzione precisata dal Comune nella sua ricostruzione. La fondazione formale dei Rossi è attestata nel 1340; per i Neri il Comune indica un’attività dal XIII secolo, probabilmente con un altro nome. I loro oratori — tra cui Santa Caterina, Santa Marta, la Visitazione e Sant’Andrea — custodiscono la memoria visiva e sociale del paese. Palazzo Roverizio e Palazzo Rubini, costruito negli ultimi anni dell’Ottocento, aggiungono una dimensione civica alla passeggiata.

Una cultura sonora viva e una tavola legata alle colline

La Settimana Santa è il momento più chiaro per capire perché Ceriana venga spesso chiamata paese che canta. I sodalizi partecipano alle processioni e intonano canti devozionali distinti; il Giovedì Santo gli abitanti preparano anche corni di corteccia di castagno. Sono pratiche della comunità, non uno spettacolo garantito ai visitatori. Il calendario degli eventi cambia ogni anno: consultalo prima di organizzare il viaggio intorno a una celebrazione.

La Compagnia Sacco, nata nel 1926, è una delle testimonianze locali di questa cultura vocale. Il Comune descrive il suo canto attraverso voci intrecciate e una linea grave di bordone, in un repertorio sacro e profano. Anche la cucina esprime l’identità locale: la salsiccia di Ceriana viene proposta in versioni diverse dalle confraternite; le pagine comunali documentano inoltre friscioi, fugassa, cundigliùn, olio extravergine taggiasco e piatti a base di castagne. Il registro della Camera di Commercio contava 117 unità locali d’impresa attive a fine 2024, di cui 57 in agricoltura, silvicoltura e pesca e sette nei servizi di alloggio e ristorazione. Sono unità registrate, non una misura della quota di residenti occupati in ciascun settore.

Dai vicoli ai boschi di castagni

Fuori dal centro, i sentieri conducono al santuario della Madonna della Villa, a San Giovanni e ai crinali boscosi attorno al Passo Ghimbegna. Il castagno del Tumaijn è un punto di riferimento naturale: la Liguria lo riconobbe albero monumentale con decreto del 26 febbraio 2002. Il Comune racconta che il tronco cavo offriva riparo a mulattieri e pastori e lo ricorda come luogo d’incontro dei partigiani della zona durante la Seconda guerra mondiale. Le storie di streghe ed elfi appartengono al folclore dell’albero, non alla storia documentata.

Per chi cammina, il contrasto è parte dell’esperienza: in una sola visita si passa dai vicoli di pietra a sentieri tra castagni e boschi, con aperture verso le Alpi Liguri e il mare. Alcuni percorsi sono ripidi e sconnessi. Prima di partire, controlla condizioni dei sentieri, luce disponibile e accessi; non dare per scontato che una chiesa o un santuario siano aperti senza appuntamento.

Come arrivare e organizzare la visita

Con i mezzi pubblici si raggiunge Sanremo in treno e si prosegue con la linea 15 di Riviera Trasporti, che serve il percorso Sanremo–Ceriana–Baiardo; la fermata è vicino alla stazione ferroviaria. L’operatore pubblica calendari stagionali e orari aggiornati: verifica andata e ritorno per il giorno scelto. In auto, le indicazioni comunali partono dall’uscita autostradale Arma di Taggia–Sanremo Est, proseguono verso Bussana e Poggio e poi salgono a Ceriana. Il Comune stima circa 20 minuti da Sanremo, ma traffico e condizioni stradali possono cambiare i tempi.

Il Comune elenca nel centro esercizi dove mangiare, fra cui ristoranti, una pizzeria, un’osteria, un pub e una gelateria. Orari e disponibilità di alloggio vanno verificati direttamente, soprattutto fuori dai periodi di festa. Ceriana si abbina bene a Sanremo o al vicino paese interno di Baiardo: la costa offre il treno e più servizi per i visitatori, mentre la valle invita a una giornata quieta tra vicoli, musica e boschi. Sali senza fretta, fermati negli oratori se sono aperti e tieni per la fine una nuova occhiata alla valle dell’Armea.

Informazioni utili per la visita