Al 1º gennaio 2025 l’ISTAT registrava 1.087 residenti nell’intero comune di Badalucco. Il borgo sorge nella Valle Argentina, nell’entroterra ligure, dove il torrente, i versanti ripidi e un’antica direttrice di passaggio ne hanno modellato l’impianto compatto. Le case in pietra si affacciano su vicoli stretti e passaggi coperti, mentre gli edifici più recenti seguono la strada che attraversa l’abitato. Due ponti ad arco con profilo a schiena d’asino delimitano il centro storico: attraversare il torrente è parte della visita, non una semplice deviazione per raggiungere un monumento.
Un paese raccolto intorno ai ponti
Il Comune data la costruzione del Ponte di Santa Lucia al 1551 e il completamento al 1606. La guida municipale attribuisce a un impianto di origine romana la struttura su cui venne realizzato: è una tradizione da distinguere dal ponte oggi visibile. Gli archi diseguali e la cappella dedicata a Santa Lucia ne definiscono il profilo. All’estremità settentrionale, il Ponte della Madonna degli Angeli risale a circa il 1600 e un tempo era il passaggio della mulattiera diretta verso Montalto Ligure. Tra i due ponti, il centro antico si visita a piedi, seguendo i caruggi, i passaggi coperti e le piazzette che raccontano come la vita quotidiana si sia adattata al pendio.
Storia documentata e racconti locali
Il Comune riporta le forme antiche Baaluco e Badalucco, attestate nel XIII secolo, e propone diverse possibili origini del toponimo senza presentarle come certezze. I corredi funerari della Tana Bertrand — tra cui una collana di perline di calcite e strumenti litici — sono datati all’età del Rame nella ricostruzione municipale e sono conservati al museo civico di Sanremo. Testimoniano una frequentazione preistorica del territorio, non la fondazione del paese attuale in quell’epoca. La pagina storica comunale tramanda anche un racconto di una campagna romana del 181 a.C.: va letto come tradizione locale, non come prova di una fondazione romana. La stessa ricostruzione colloca nell’XI secolo il castello dei conti di Badalucco sulla collina che domina il fondovalle; nel 1688 Badalucco e Montalto ottennero la separazione amministrativa. Il Comune ricorda inoltre la Resistenza, le violenze del 1944 e la distruzione durante la guerra di circa un terzo dell’abitato.
Pitture, ceramiche e luoghi di devozione
La fisionomia di “paese dipinto” nasce da un progetto artistico avviato negli anni Novanta. Murales e opere in ceramica interrompono il tono della pietra e degli intonaci nei vicoli, facendo convivere linguaggi artistici diversi con un paesaggio urbano segnato da ponti e chiese. Nel 2003 è nato un museo-laboratorio della ceramica nel palazzo municipale. Oggi il Comune segnala lo spazio culturale UpArte e indica che i laboratori si svolgono su richiesta: è meglio verificare l’accesso prima di programmare la visita. La parrocchiale di Santa Maria Assunta e San Giorgio, costruita tra il 1683 e il 1691 e rimaneggiata nel 1834, conserva una Madonna lignea di Anton Maria Maragliano e un’Assunzione dipinta da Francesco Maria Narice nel 1756. Più in alto, San Nicolò occupa il luogo del castello e offre una veduta sul borgo.
L’olivicoltura e l’olio di oliva Taggiasca sono elementi riconoscibili dell’identità locale, insieme al Fagiolo di Badalucco, allo stoccafissu a Baucogna e allo zemin. Sono prodotti che raccontano il legame tra coltivazione dei versanti, cucina e accoglienza, senza pretendere di descrivere da soli tutta l’economia attuale. Il catalogo comunale dei luoghi elenca anche una biblioteca, un bar-gelateria, un campo da bocce con area picnic, uno spazio per eventi e la galleria UpArte. Le frazioni di Ciabaudo, Argallo e Zerni mostrano il territorio oltre il capoluogo.
Come arrivare e cosa controllare
In auto, il Comune indica l’uscita di Arma di Taggia sull’A10 per chi arriva da Genova e sull’A8 per chi proviene dalla Francia; da lì si prosegue per circa 10 km in direzione Triora. In treno, i riferimenti sono le stazioni di Taggia-Arma e Sanremo. Conviene controllare la coincidenza con la linea 16 di Riviera Trasporti, che raggiunge Badalucco e prosegue nella valle verso Montalto e Triora. Corse e giorni di servizio cambiano secondo calendario scolastico, fine settimana e festività: consultare l’orario valido per la data del viaggio. Verificare anche le aperture con il Comune o con UpArte e le condizioni locali prima di incamminarsi lungo i percorsi della valle.
Badalucco in three short video portraits
Franco Bianchi’s short film is devoted to the white bean associated with Badalucco. Its subject adds a food story to the better-known painted lanes and bridges, and points toward the way local cultivation and cooking help shape the town’s identity. The title and description identify the bean as the focus; this review does not treat the film as an agricultural survey or assume that one product represents the whole economy. It is a useful companion to a visit centered on local food.
This short video is specifically titled around a mural in Badalucco by Nicola Soriani. It offers a focused art reference, distinct from a broad village overview or a food feature, and helps explain why the settlement is known as a painted village. The municipal account describes a larger public-art tradition that developed from the 1990s onward. Treat the video as a brief introduction to one named work; the Comune’s current information is the place to check what cultural spaces can be visited.