Garessio si capisce meglio come un paese di valle con più centri che come una sola piazza da cartolina. I suoi quattro borghi storici—Maggiore, Poggiolo, Ponte e Valsorda—si distendono lungo l’alto Tanaro e risalgono i versanti. Al 31 dicembre 2024 il comune contava 2.834 residenti nell’intero territorio comunale, secondo l’ISTAT. Il fiume, la strada verso la costa ligure e gli itinerari a nord verso Ceva e Mondovì hanno fatto di questo luogo un insediamento e insieme un passaggio. Oggi il visitatore incontra un paese piemontese vivo, nel quale vicoli in pietra, chiese, negozi e sentieri appartengono allo stesso paesaggio.
Quattro borghi, quattro ingressi al paese
Borgo Maggiore conserva l’impronta medievale più riconoscibile. Sopra le case restano i ruderi del castello; tratti di mura, porte, torri difensive, archi e ponti aiutano a ricostruire l’antico sistema di protezione. Porta Rose, alla confluenza dei rii San Giacomo e San Mauro, era uno degli accessi al nucleo antico. Il Museo Diffuso Cuneese descrive un ponte levatoio tra due torri, una delle quali è ancora visibile. Più in basso, piazza San Giovanni e la chiesa omonima danno un riferimento al reticolo di strade strette. La confraternita dei Batù e il battistero fanno parte di questo insieme. Il castello è una rovina, non un palazzo integro: la storia comunale riferisce che i Savoia lo distrussero intorno al 1635.
A Borgo Poggiolo vale la pena osservare i portali decorati; Valsorda accompagna verso le sue chiese e il Santuario della Beata Vergine delle Grazie. Gli itinerari ufficiali propongono cammini ai ruderi del castello, alla Pieve di San Costanzo, a Valdinferno, al Colle San Bernardo e sui crinali che chiudono la valle. Non sono passeggiate equivalenti: cambiano lunghezza, dislivello e fondo, mentre le condizioni in montagna possono variare rapidamente. Borgo Ponte, sulle sponde del Tanaro, è indicato dal Comune come la borgata più vivace e il cuore economico e commerciale. Il rapporto con il fiume è visibile sul Ponte Odasso, ricostruito dopo che la piena del 2020 distrusse quello precedente. Nel luglio 2025 è stato inaugurato il nuovo attraversamento pedonale progettato dal garessino Giorgetto Giugiaro: ripristina un collegamento e crea uno spazio pubblico sopra l’acqua.
Storia, documenti e racconti tramandati
La pagina storica comunale richiama reperti archeologici in grotte e in altri siti della valle come testimonianze di presenze molto antiche. Collega inoltre la Pieve di San Costanzo a un sacello romano; è corretto riportare questa indicazione come interpretazione pubblicata dal Comune, senza trasformarla in una data certa di fondazione del paese. Secondo la stessa fonte, il nome “Garexium” sarebbe forse attestato per la prima volta in un atto pubblico del 1064. Un riferimento scritto più solido è il 1276, quando il marchese Giorgio II di Ceva concesse gli statuti agli uomini di Garessio. In seguito gli statuti furono raccolti nel “Libro della catena”, oggi conservato nella Biblioteca Civica.
Le incursioni saracene e una battaglia a Eca Nasagò fanno parte della memoria storica proposta dal Comune, ma vanno presentate come narrazioni locali, non come dimostrazione che ogni episodio sia avvenuto esattamente secondo la tradizione. Lo stesso vale per la Dama del Ponte Rosa, leggenda legata all’antica porta. Si può apprezzare il racconto mantenendo chiara la differenza rispetto ai fatti documentati. Garessio tornò ai Savoia nel 1814 e ottenne il titolo di città con Regio Decreto dell’11 giugno 1870. La storia più recente comprende la Resistenza nella Valle Casotto; il Comune ricorda la medaglia di bronzo al valor militare per la Lotta di Liberazione.
Casotto: dal silenzio certosino alla residenza reale
Fuori dal centro compatto, l’antica Certosa di Casotto dà al territorio una seconda dimensione storica. Il complesso nacque come monastero certosino in epoca medievale. Il Comune riferisce che scavi recenti hanno riportato alla luce le fondazioni della Certosa originaria e un ampliamento del Quattrocento. Dopo la soppressione napoleonica, nel XIX secolo la proprietà passò ai Savoia e fu trasformata in residenza di caccia utilizzata da Vittorio Emanuele II. Nel 1858 la principessa Maria Clotilde accettò qui il matrimonio con Jérôme Bonaparte, episodio che la fonte comunale collega alla diplomazia di Cavour in vista della Seconda guerra d’indipendenza. Casotto appartiene oggi alla Regione Piemonte e le visite dipendono dal programma in vigore. Gli orari pubblicati negli anni precedenti non sono una garanzia: prima di salire in auto occorre controllare il sito ufficiale e prenotare quando richiesto.
Acqua, cucina e paesaggio da esplorare
La ricchezza delle sorgenti contribuì a fare di Garessio una meta di villeggiatura fin dagli anni Venti del Novecento; l’acqua San Bernardo resta parte dell’identità pubblica del paese. La pagina comunale del Parco delle Fonti lo descrive come luogo di incontro, passeggio e attività, ma ciò non significa che ogni struttura o iniziativa storica sia aperta tutto l’anno. Anche la tavola racconta il territorio. La polenta saracena con sugo di porri è il piatto che il Comune associa più direttamente a Garessio, insieme alle castagnate autunnali e ai prodotti stagionali. “Saracena” è il nome tradizionale della ricetta, non una prova che abbia origine in un’incursione medievale. Biblioteca, Pinacoteca Civica, Archivio Storico e Museo geo-speleologico offrono ulteriori chiavi di lettura; per orari e accesso è prudente contattare gli organizzatori.
Come arrivare e organizzare la visita
In auto, il Comune indica l’uscita di Ceva sull’A6 Torino–Savona e poi la SS28 verso Garessio; la stessa statale collega il paese a sud con Imperia e a nord con Ceva e Mondovì. Gli autobus regionali servono la direttrice Imperia–Ormea–Cuneo, mentre il collegamento Ceva–Ormea può essere utile per proseguire dalla rete ferroviaria. Corse e orari variano in base a stagione, giorno e calendario scolastico: controllate il quadro aggiornato dell’operatore e il viaggio di ritorno prima di partire. La riattivazione ferroviaria Ceva–Ormea è ancora un progetto regionale che richiede interventi sull’infrastruttura; i treni storici occasionali non costituiscono un servizio ordinario per passeggeri. Una prima visita può unire Borgo Maggiore e il passaggio sul Tanaro a una visita prenotata a Casotto o a un itinerario locale di difficoltà verificata. Lasciate spazio ai quattro borghi: il carattere di Garessio nasce dai legami tra loro.
Garessio in three views: the old town, a river crossing and Casotto
La Guida’s report records the 2021 proposal for a new Tanaro crossing designed by Garessio-born Giorgetto Giugiaro. Its value is as a document of the discussion around reconnecting the two sides of town after the earlier bridge was lost; it shows the design project, not the bridge as ultimately built. Rai’s 2025 coverage documents the later inauguration of the Ponte Odasso.
Rai’s Camper segment visits the Castello di Casotto, the former Carthusian monastery transformed into a Savoy hunting residence. It takes the viewer beyond Garessio’s compact centre into the municipality’s mountain landscape and focuses on a heritage site with a separate visitor schedule. Check current access and booking arrangements before travelling there.