Un borgo sulle colline dei vigneti

Castelvetro di Modena si trova a circa 18 chilometri a sud di Modena, fra colline segnate dai filari e un centro storico raccolto attorno a due torri. Il comune è più ampio del nucleo murato delle fotografie: comprende Levizzano Rangone, Solignano, Puianello e altri insediamenti rurali. Un’ordinanza comunale indica 11.063 residenti nell’intero Comune al 31 dicembre 2023. È un dato amministrativo riferito a quella data, non una stima attuale dei soli abitanti del borgo antico.

Il centro, chiamato anche Castello, si visita a piedi, anche se i vicoli seguono un terreno in salita e in discesa. Il suo interesse non si esaurisce nel panorama sulla pianura. Castelvetro riunisce un antico insediamento difensivo, una scacchiera urbana ridisegnata nel Novecento, il ricordo di una corte rinascimentale e una campagna viticola ancora produttiva. Passeggiare senza fretta aiuta a leggere il crinale: i passaggi stretti si aprono all’improvviso sulle colline.

Tracce antiche e cautela sulle origini

I reperti etruschi delle necropoli della Galassina e della Nosadella sono oggi conservati in gran parte al Museo Archeologico di Modena. Nel territorio comunale sono stati documentati anche resti di ville, fattorie, fornaci e necropoli di età romana, dal II secolo avanti Cristo. Un documento del 988 riporta il nome Castro Vetere. La storia turistica locale collega il toponimo alla forma Castrum Vetus e ipotizza che l’abitato alto fosse un accampamento romano, anche per il suo impianto regolare. È un’interpretazione del nome e della pianta, non la prova di una fondazione romana. Le tracce attestano una frequentazione antica, ma l’origine precisa del borgo fortificato resta meno certa.

La ricostruzione locale riferisce che alcuni studiosi ritengono Castelvetro già un castello nell’VIII secolo e una corte importante all’inizio del IX. Nel 1326 il paese subì un assedio distruttivo; dal 1330 i Rangoni ne fecero il centro del feudo. Torquato Tasso fu ospite di Palazzo Rangoni nel 1564, episodio documentato. L’idea che qui trovò ispirazione per alcuni versi del canto VII della Gerusalemme Liberata appartiene invece alla tradizione locale. Le truppe francesi occuparono la zona nel 1796, gli Estensi tornarono nel 1815 e nel 1859 Castelvetro riottenne l’autonomia comunale.

La piazza a scacchiera è un luogo moderno

Piazza Roma è il fulcro della vita pubblica e lo scenario della Dama Vivente, ma il suo spazio aperto è più recente delle torri che lo delimitano. I documenti comunali spiegano che tra il 1934 e il 1935 furono demoliti gli edifici sul lato nord dell’antico Castello per creare una terrazza sulla valle. La pavimentazione a scacchiera arrivò negli anni Cinquanta; i lavori degli anni Settanta definirono l’aspetto attuale. Qui si incontrano più epoche: il margine medievale, il disegno urbano del Novecento e una manifestazione in cui figuranti in costume diventano pedine di una partita vivente.

La guida locale data la Torre dell’Orologio tra l’XI e il XII secolo. La Torre delle Prigioni, costruita nella seconda metà del Cinquecento, supera i venti metri e conserva graffiti dei detenuti. Si dice che una botola si collegasse a un cunicolo di fuga: è una leggenda del luogo. Poco lontano sorge la chiesa parrocchiale dei Santi Senesio e Teopompo, eretta nel 1897, con un campanile alto 48,5 metri. Di fronte, Palazzo Rangoni lega le sale rinascimentali e il soggiorno documentato di Tasso alla storia culturale del borgo.

Castelli, museo del vino e frazioni

A Levizzano Rangone, una cinta difensiva racchiude il castello e la torre centrale detta Matildica. Le sale chiamate Stanze dei Vescovi conservano affreschi rinascimentali; una loggia si apre sui vigneti. Al piano terra si trova Rosso Graspa, museo del vino e della società rurale. Oggetti e percorsi raccontano il lavoro legato all’uva, alla terra e al legno, offrendo una chiave per capire la campagna oltre la cartolina. La pagina 2026 indica aperture pomeridiane nel fine settimana durante la stagione, ingresso gratuito e audioguide, con eccezioni: controlla il calendario aggiornato prima di partire.

Altri luoghi ampliano la visita. L’Oratorio romanico di San Michele Arcangelo, a Levizzano, è piccolo e sobrio. Il Santuario di Puianello, iniziato nel 1716, ha pianta barocca e conserva un dipinto della Madonna della Salute attribuito a Giacomo Cavedoni. Rosso Graspa segnala anche itinerari all’aperto, fra cui Anello dei Colli, Crinale di Via Lunga e Via Romea alle Tre Croci. Chiedi informazioni su accessi e condizioni: non tutti i percorsi sono adatti in ogni stagione.

Vino, gastronomia e campagna vissuta

Il Lambrusco Grasparossa è il segno agricolo più riconoscibile di Castelvetro. Il servizio turistico di Modena cita anche il Trebbiano, usato nella produzione dell’aceto balsamico modenese. Vigneti e tradizioni alimentari appartengono a un’economia rurale attuale, oltre a disegnare il paesaggio. L’Acetaia Comunale, nata nel 2002 e gestita da maestri assaggiatori locali, mantiene due batterie di sette botticelle ciascuna. Le visite si organizzano attraverso i canali informativi locali: verifica se ci sono appuntamenti nelle tue date.

A tavola si incontrano prodotti della cultura modenese, come aceto balsamico, Parmigiano-Reggiano, pasta ripiena e gnocco fritto, insieme al Lambrusco locale. A settembre la sagra dell’uva e del Lambrusco porta produttori e degustazioni nel borgo; altri eventi uniscono gastronomia, cammini, bicicletta e cultura. I programmi cambiano ogni anno. Pianifica le visite a cantine e musei e lascia tempo per il centro, senza presumere che ogni attività segua lo stesso orario settimanale.

Come arrivare e organizzare la visita

Il portale regionale dei castelli indica la linea SETA 740 tra Modena e Castelvetro e la 640 in direzione di Vignola. Le corse dipendono dalla data e dal calendario scolastico: controlla con il gestore sia l’andata sia il ritorno. In automobile segui le indicazioni aggiornate da Modena o dall’area dell’uscita Modena Sud dell’A1, tenendo conto che dal parcheggio si prosegue a piedi lungo strade in salita. Il portale turistico regionale colloca il borgo a circa 18 chilometri a sud di Modena.

Il punto informazioni Visit Castelvetro è in Piazza Roma 5. Qui si possono chiedere dettagli su visite guidate, percorso autonomo con AudioPen, itinerari gastronomici e iniziative in corso. Il portale locale elenca hotel, B&B, agriturismi, ristoranti e negozi nel territorio comunale. La Dama Vivente e la Festa a Castello si alternano a settembre: la prima negli anni pari, il banchetto rinascimentale negli anni dispari. Il calendario attuale indica settembre 2028 e settembre 2027 per le prossime edizioni; verifica date e prenotazioni prima di costruire il viaggio attorno agli eventi.

Informazioni utili per la visita