Percile sta in alto, sul versante che guarda la valle dell’Aniene e i Monti Lucretili. Il paese è raccolto, fatto di vicoli in salita, scalinate e case addossate attorno al Palazzo Borghese, oggi sede comunale. La sua immagine più inattesa si trova però fuori dall’abitato: i Lagustelli, due piccoli specchi d’acqua incassati in doline carsiche e raggiungibili con un’escursione attraverso pascoli e bosco. La popolazione residente nell’intero Comune era di 217 persone al 1° gennaio 2025 secondo ISTAT, contro 282 dieci anni prima. È un dato amministrativo, non riferito soltanto al centro storico.

Il paese del castello e delle chiese

La trama urbana ruota intorno al castello medievale trasformato nel Palazzo Borghese e alla chiesa di Santa Lucia, che un tempo ne era la cappella. Le ricostruzioni locali collegano la storia del castello all’abbazia di Farfa e a documenti dei primi decenni dell’XI secolo; sono tracce della vicenda medievale del luogo, non la prova di una fondazione romana del borgo. Dopo il passaggio fra diversi casati, i Borghese acquistarono il feudo nel 1608. Oggi il palazzo ospita il Comune, e la sua presenza dà una forma chiara al centro: seguendo le strade strette e i passaggi in pendenza si colgono insieme la dimensione domestica del paese e il suo passato signorile.

Santa Lucia risale al XVI secolo; dopo restauri e trasformazioni conserva dipinti e affreschi del Settecento, secondo la scheda comunale. Nella piazzetta vicina si trova Santa Anatolia. Una passeggiata nel bosco porta invece a Santa Maria della Vittoria, presso la Fonte degli Aliucci. Il Comune la indica come il più antico edificio religioso di Percile, del XIII secolo. La tradizione ne attribuisce la costruzione a Carlo d’Angiò dopo la vittoria su Corradino di Svevia del 1268, ma la stessa scheda usa una formulazione ipotetica: è una spiegazione locale da raccontare come tale, non una certezza documentaria. Accanto alla chiesa si trova un eremo restaurato, proposto per soggiorni a contatto con la natura; occorre informarsi con il Comune sulle modalità effettive di accesso e pernottamento.

Fraturno e Marraone, due laghi in un paesaggio pastorale

I Lagustelli sono i laghi Fraturno e Marraone, formatisi in corrispondenza di due doline carsiche. Il loro profilo quasi circolare sorprende in un ambiente aperto, dove aree di pascolo si alternano al bosco ceduo. Nel 2008 la zona umida è stata individuata come sito di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. Il Parco dei Monti Lucretili descrive quercia, cerro, carpino nero e orniello, oltre a siepi e pascoli; la tenuta regionale attraversata dal percorso è affidata a una cooperativa che gestisce un’azienda zootecnica, con bovini al pascolo semibrado. Gli specchi d’acqua sono habitat sensibili, da osservare dai percorsi consentiti e senza scavalcare recinzioni o avvicinarsi alle rive dove l’accesso è interdetto.

Il sentiero CAI 307 parte dal paese e la scheda del Parco indica circa 2 ore e 40 minuti e 200 metri di dislivello. Si cammina in gran parte su una carrareccia; presso il sito medievale di Castel del Lago un tratto breve può essere invaso dalla vegetazione e richiede attenzione. È possibile iniziare anche dal cancello della tenuta “Lago”, raggiunto da Percile con circa quattro chilometri di strada bianca. Le condizioni di cancelli, fondo e vegetazione possono cambiare: prima di partire vanno controllati gli aggiornamenti del Parco e il meteo. Il periodo della ripresa vegetativa è quello suggerito nella scheda, ma il percorso richiede comunque scarpe adatte e rispetto delle indicazioni di tutela.

Il museo come chiave di lettura

Il Museo Naturalistico Preistorico dei Monti Lucretili “Federico Cesi” racconta il territorio prima ancora di attraversarlo. La scheda del Comune descrive un piano terra dedicato alle ere geologiche e all’evoluzione umana, un primo piano con utensili in selce e attività per le scuole, e un secondo livello con pannelli e audiovisivi sulla geologia e sulla vegetazione del Parco. Sono indicati visite guidate, servizi igienici e materiale informativo. Gli orari pubblicati sono sabato e domenica, 9:00–13:00 e 14:00–18:00, oltre alla possibilità di visita su prenotazione. Poiché la pagina è stata aggiornata nel 2024, è prudente telefonare al Comune prima di mettersi in viaggio.

La vita culturale trova spazio nelle sale del Palazzo Borghese e nelle piazze. Il calendario comunale recente ha raccolto spettacoli, iniziative estive come Cantine in Festa e momenti di festa religiosa e comunitaria. Il Parco regionale ricorda inoltre la ramiccia, pasta sottilissima fatta a mano che dà nome a una tradizionale sagra invernale. Non c’è però un calendario immutabile: date e programmi vanno verificati ogni anno. Nei giorni ordinari il paese resta un luogo tranquillo, con servizi minuti; per chi vuole raggiungere i laghi è sensato portare acqua, prevedere il rientro e controllare in anticipo dove mangiare.

Arrivare e costruire l’itinerario

Da Roma in auto, le indicazioni turistiche locali conducono all’uscita A24 Vicovaro–Mandela e poi proseguono per circa dodici chilometri sulle strade della valle. La SR 314 Licinese collega questa zona ai corridoi della Tiburtina e della Salaria. La stazione di Mandela è un possibile punto d’arrivo ferroviario, ma non coincide con Percile: serve verificare il trasferimento dell’ultimo tratto. Cotral permette di controllare collegamenti e orari per la data del viaggio; non bisogna dare per scontata una corsa diretta o un rientro agevole. Da Tivoli il percorso segue la Licinese e richiede attenzione sulle curve. Per un primo incontro bastano centro e museo; per aggiungere i Lagustelli è meglio riservare la maggior parte della giornata e controllare il tracciato prima di partire.

Link utili per la visita