Morcote sale dalla riva del Ceresio lungo il pendio boscoso del Monte Arbostora: le case antiche si addensano dietro la strada lacustre e disegnano uno dei profili più riconoscibili del Ticino. Il panorama non deve però far dimenticare che qui si vive tutto l’anno. Il Cantone Ticino contava 713 residenti permanenti nel Comune al 31 dicembre 2024. La dimensione raccolta, la forte pendenza e i vicoli residenziali fanno incontrare patrimonio, quotidianità e turismo in pochi metri. Nella sua visione 2024–2028 il Comune vuole favorire gli investimenti turistici senza perdere la vocazione residenziale del borgo; indica inoltre l’invecchiamento della popolazione e il sostegno alle famiglie tra le questioni da affrontare.

Un porto documentato da secoli

Il nome di Morcote compare nei documenti già nel 926. La sua economia tardomedievale si basava sulla pesca, sull’agricoltura, sui commerci lacustri e sui guadagni degli artisti emigrati per lavorare altrove. Il Dizionario storico della Svizzera colloca intorno al 1100 un castello a presidio dei traffici sul lago; nel 1422 i duchi di Milano concessero privilegi alla comunità, tra cui diritti di mercato e di pesca. Queste prerogative aiutano a capire come un piccolo abitato potesse esercitare un ruolo importante sul Ceresio. In seguito, sotto la Confederazione, Morcote mantenne un’ampia autonomia locale.

Per le origini occorre distinguere le testimonianze dalle narrazioni. La pagina storica del castello presenta una torre romana come antecedente della fortezza e racconta una permanenza dell’imperatore Federico Barbarossa. Il Dizionario storico, invece, data il castello documentato attorno al 1100 e non conferma né la torre romana né il soggiorno dell’imperatore. Sono racconti e interpretazioni locali, non la prova di una fondazione romana del borgo. La storia accertata resta ricca: un insediamento attestato dal X secolo, una rocca medievale sopra la navigazione e una comunità che per secoli dipese dal lago per lavoro e scambi.

Palazzi, torre e la salita a Santa Maria del Sasso

La passeggiata lungo riva passa sotto portici e logge delle case patrizie. Palazzo Paleari, costruito nel 1483 e trasformato nel 1661, è uno degli edifici più riconoscibili. Tra le abitazioni si alza la Torre del Capitano, del XIV secolo, con tracce di affreschi e una bifora gotica. Lo spazio tra acqua e montagna è poco: per questo le case salgono rapidamente verso il pendio. Dal centro, la scalinata monumentale di 404 gradini porta al complesso religioso che domina i tetti del borgo.

In cima si trovano la chiesa di Santa Maria del Sasso, il cimitero monumentale terrazzato e alcune cappelle. Le origini della chiesa risalgono al XIII secolo; fu ricostruita nel 1462 e trasformata nel 1758, e conserva affreschi di rilievo. Il cimitero, fondato nel 1750, appartiene alla stessa composizione architettonica e paesaggistica. Fontane e cappelle accompagnano la salita. La guida turistica cantonale presenta chiesa, scala, Torre del Capitano e nucleo protetto come un unico itinerario. Conviene considerare il dislivello e il fatto che i percorsi in gradinata non sono tutti accessibili allo stesso modo.

Parco Scherrer, un giardino nato dai viaggi

All’estremità meridionale del paese, il Parco Scherrer propone una lettura diversa del paesaggio. Il commerciante di tessuti, viaggiatore e collezionista Hermann Arthur Scherrer lo sviluppò tra il 1930 e il 1956, distribuendo sui terrazzamenti piante subtropicali e architetture ispirate ai luoghi visitati. La descrizione del Comune cita una riproduzione in scala dell’Eretteo di Atene, un padiglione d’ispirazione indiana e un tempio egizio. Più che un orto botanico tradizionale, è un paesaggio di vegetazione, arte e viaggi immaginati sopra il lago. Nel 1965 la vedova Scherrer lasciò il parco al Comune chiedendo che fosse aperto al pubblico. Oggi il giardino è uno spazio municipale vivo; sentieri, piante e installazioni culturali possono seguire aperture stagionali.

Il parco mostra come una collezione privata sia diventata un bene condiviso. Intorno al nucleo storico il Comune valorizza una fascia verde con frutteti, uliveti, prati fioriti, orti e sentieri verso i boschi dell’Arbostora. La riva offre passeggiata, porto comunale, spiaggia e attività legate all’acqua. Si può dedicare mezza giornata al giardino e ai sentieri, oppure inserirli in un percorso più lungo insieme al centro storico e alla chiesa.

Il turismo dentro una comunità abitata

Il rapporto con il lago ha cambiato l’economia. Pesca, agricoltura e commercio via acqua erano centrali nel passato; oggi ristorazione, ospitalità, visite culturali e attività stagionali contribuiscono all’accoglienza. La strategia comunale non immagina Morcote come un borgo trasformato in scenografia: punta a investimenti turistici mantenendo la sua funzione residenziale. Tra le priorità cita anche l’invecchiamento della popolazione e il sostegno alle famiglie. Dietro le facciate e i punti panoramici ci sono scuola, servizi sociali, spazi pubblici, porto, cimitero e strade da mantenere per chi abita qui ogni giorno.

La scuola elementare accoglie bambini di Morcote e dei comuni vicini; il Comune sostiene mensa, attività extrascolastiche e aiuti alle famiglie. L’ufficio tecnico cura strade, aree verdi, parchi gioco, porto e cimitero; il servizio sociale orienta residenti e famiglie verso prestazioni e risorse disponibili. Negozi e servizi sono meno numerosi che a Lugano, ma nel borgo si trovano ristoranti, caffè e alloggi per fermarsi. Nel 2023 Morcote ha ricevuto il riconoscimento Best Tourism Villages dell’Organizzazione mondiale del turismo: un attestato, non un modo per ridurre la vita del paese alla sola visita turistica.

Arrivare da Lugano e proseguire lungo il lago

Morcote non ha una stazione ferroviaria. Il collegamento pratico è la linea AutoPostale 431, che parte da Lugano, passa da Grancia e Casoro, serve Morcote e prosegue verso Bissone. L’orario ufficiale 2026 conferma la tratta; cantieri stradali e modifiche al servizio possono cambiare i tempi, perciò è meglio controllare la partenza aggiornata. Durante la stagione di navigazione, i battelli collegano Lugano e Paradiso con Morcote e continuano verso Porto Ceresio. Il calendario 2026 è valido dal 29 marzo al 18 ottobre; le corse dipendono dal giorno. Il battello è un modo piacevole di arrivare, ma non va considerato un servizio costante durante tutto l’anno.

Nei dintorni si possono aggiungere Vico Morcote, sui pendii sopra la riva; Melide e Swissminiatur, dall’altra parte del lago; oppure Bissone e Brusino Arsizio lungo la tratta meridionale. Per un primo giro, dal pontile e da Piazza Grande si segue il lungolago porticato fino alla Torre del Capitano, si sale a Santa Maria del Sasso e al cimitero, poi si ridiscende verso il Parco Scherrer e la spiaggia. Servono scarpe adatte al dislivello. Prima di partire verifica orari di autobus e battelli, apertura del parco, accesso alla chiesa, orari dei ristoranti e avvisi su cantieri o restauri.