Locarno viene spesso associata a Piazza Grande, alle sue terrazze e al Lago Maggiore. Ma la città non è soltanto una cartolina turistica. Il centro storico si è formato presso la foce della Maggia; in seguito i quartieri si sono estesi verso l’interno e sulle pendici. Stazione ferroviaria, servizi pubblici e istituzioni culturali ne fanno un centro regionale oltre che una meta di vacanza. Al 31 dicembre 2025 il Comune registrava 16’788 persone, contando domiciliati e dimoranti. Si tratta del totale del registro comunale, riferito ai confini di Locarno e a entrambe le categorie; non coincide con il dato federale della popolazione residente permanente.

Tracce antiche e un nome senza spiegazione certa

I cenni storici del Comune collocano nell’area del Locarnese i primi insediamenti permanenti attorno al XIII secolo avanti Cristo. Fra il I e il IV secolo dopo Cristo, in epoca romana, la regione divenne un passaggio commerciale fra le valli alpine e la pianura Padana. Sono processi attestati nel territorio e non dimostrano una fondazione romana della città odierna. Il nome è documentato dall’VIII secolo nelle forme ad Lucarne e locus Leocarni. La pagina comunale sull’etimologia precisa che l’origine resta oscura e tratta le interpretazioni successive come ipotesi.

Nel 1164 Locarno ottenne un mercato imperiale; nel 1186 i suoi abitanti ricevettero una forma particolare di immediatezza imperiale. Le vicende medievali furono legate alle lotte fra poteri regionali e famiglie del territorio lacustre. Dopo la battaglia di Novara del 1513, i Confederati svizzeri presero il castello e il Locarnese divenne un baliaggio. Dal 1803 la città appartiene al Cantone Ticino e, fra il 1821 e il 1881, si alternò con Lugano e Bellinzona come capitale cantonale. L’apertura della ferrovia del San Gottardo nel 1882 favorì lo sviluppo turistico. La ricostruzione comunale racconta anche l’espansione urbana successiva, che trasformò aree rurali lasciando però in gran parte leggibili la Città Vecchia e il nucleo tradizionale di Solduno.

Piazza Grande, piazza di tutti i giorni

Piazza Grande è insieme spazio civico e richiamo turistico. La torre è associata alle fortificazioni volute da Luchino Visconti a metà Trecento; l’antico Palazzo Governativo risale al 1837–38 e una dimora settecentesca diventò sede del Municipio nel 1855. Oggi la piazza ospita caffè, incontri pubblici e mercato, poi si trasforma in palcoscenico all’aperto per grandi manifestazioni. Il Locarno Film Festival nacque nel 1946 e nel 1971 portò le proiezioni su grande schermo in Piazza Grande. Moon&Stars e altri concerti animano l’estate, con date e allestimenti che cambiano ogni anno. La pagina ufficiale del mercato indica l’appuntamento del giovedì e, da aprile a ottobre, anche quello del mercoledì, salvo modifiche comunicate in occasione degli eventi.

Castello, musei e diplomazia

Al margine sud-occidentale della Città Vecchia, il Castello Visconteo ospita il Museo Castello. Le sale archeologiche espongono vetri romani e reperti del Locarnese dalla tarda età del Bronzo all’epoca romana. Una sezione ricorda la Conferenza di pace del 1925. I negoziati si tennero a Locarno dal 5 al 16 ottobre, ma i trattati furono firmati a Londra il 1° dicembre: la città ospitò la conferenza, non la firma. La pagina comunale sui Trattati di Locarno ricostruisce il contesto diplomatico e le diverse valutazioni del loro significato.

Per l’arte si possono aggiungere due tappe vicine. Il Museo Casa Rusca propone mostre temporanee in una dimora signorile del Settecento restaurata. Casorella, a ridosso del Castello, custodisce stabilmente le collezioni d’arte della Città. Le sedi sono raggiungibili a piedi da Piazza Grande; prima di andare verifica mostre, orari e accessibilità, limitata in alcuni edifici storici.

Dal pellegrinaggio alla montagna

Sopra la città, il Sacro Monte della Madonna del Sasso a Orselina unisce arte, devozione e panorama. Secondo la tradizione cattolica, la Vergine apparve qui nel 1480; la fondazione del santuario risale al 1487. Il racconto appartiene alla memoria religiosa del luogo e non va presentato come un fatto storico verificabile. La basilica, il convento francescano, le cappelle e la Via Crucis conservano opere legate a Bramantino e Antonio Ciseri. Si può salire a piedi dal centro oppure in funicolare, come descrive la guida turistica regionale.

Da Orselina la funivia porta a Cardada, a 1’340 metri, e la seggiovia sale fino a Cimetta, a 1’670 metri. La guida comunale di Cimetta presenta i sentieri e il panorama sul lago e sulle valli. Gli impianti dipendono da stagione, meteo e manutenzione. Sulla riva, il Parco delle Camelie conta 1’450 varietà registrate e offre una parentesi tranquilla lontano dalla piazza affollata.

Lavoro, servizi e collegamenti

Il turismo si vede negli alberghi, nei caffè e nei festival, ma l’economia è più ampia. La promozione economica della Città indica per l’intero Locarnese quasi 7’000 aziende e oltre 27’000 posti di lavoro: sono cifre regionali, non del solo Comune. A Locarno operano imprese meccaniche ed elettroniche accanto a commercio, sanità, ospitalità e attività cinematografiche. L’ospedale regionale La Carità, le scuole, i negozi, le associazioni sportive e gli uffici comunali fanno parte della vita quotidiana durante tutto l’anno.

Locarno è una base utile per Muralto, Minusio e la vicina Ascona, e per raggiungere le valli Maggia e Verzasca. Il treno TILO S20 collega Locarno con Bellinzona e Castione-Arbedo, con una frequenza regionale pubblicata di mezz’ora; da Bellinzona partono altri collegamenti ticinesi. La ferrovia delle Centovalli attraversa le valli verso Domodossola. Gli autobus servono i centri vicini. Per la stagione di navigazione 2026 l’operatore pubblica una linea Locarno–Tenero–Magadino fino al 18 ottobre. Controlla gli orari aggiornati di treni, bus, battelli e impianti, soprattutto la domenica e fuori stagione.

Un primo itinerario può partire dalla stazione, attraversare Piazza Grande, raggiungere il Castello e Casa Rusca, poi salire alla Madonna del Sasso e rientrare in funicolare. Un’altra mezza giornata si può dedicare a Cardada o a un’escursione in battello; un giorno ulteriore permette di seguire la Centovallina o entrare in una delle valli. Locarno merita una visita senza fretta: archeologia e diplomazia, arte sacra e mostre contemporanee, mercato e cinema all’aperto convivono nello stesso paesaggio di lago e montagna.