Due nuclei, una stessa storia di collina
Macerata Feltria si trova nel Montefeltro orientale, in una conca verde fra le valli del Foglia e del Conca. La sua forma urbana racconta subito una distinzione concreta: il Castello fortificato occupa la parte alta del colle, mentre il Borgo si è sviluppato più in basso, attorno alla zona del mercato. Cambiano la pendenza, le strade e il ritmo della visita. In alto si cammina fra porte, vicoli e architetture civiche; nel Borgo si incontrano il teatro e le tracce di attività produttive e familiari. Il bilancio demografico provvisorio dell’Istat registra 1.880 residenti nell’intero comune al 31 dicembre 2025: il dato riguarda tutto il territorio comunale, non soltanto il centro storico.
Le colline circostanti sono un paesaggio vissuto e coltivato. Uffici pubblici, scuola, luoghi culturali e servizi di assistenza sostengono una comunità che serve anche le frazioni e il territorio rurale vicino. Agricoltura, piccole attività commerciali, produzioni alimentari e visita del patrimonio convivono senza che una sola voce esaurisca l’economia locale. La guida turistica del Comune segnala carni del territorio, formaggi, salumi, porchetta, prodotti del bosco come funghi e tartufi, zafferano e vini. È un’indicazione concreta della cultura gastronomica, non una classifica produttiva. L’Antica Fiera di San Giuseppe, tradizionalmente in marzo, riunisce piante, attrezzature agricole e prodotti locali; per le date effettive è bene controllare gli avvisi comunali.
Pitinum Pisaurense e le prove disponibili
A circa un chilometro dal centro moderno, nella località di Pieve di San Cassiano in Pitino, sorgeva Pitinum Pisaurense. La Regione Marche lo identifica come municipium romano del I secolo a.C.; la scheda del museo colloca la frequentazione dalla fine del III secolo a.C. fino almeno al VI secolo d.C. Gli scavi hanno portato alla luce tratti di una strada romana, edifici residenziali, una necropoli e resti di una struttura con probabile funzione termale. La definizione “probabile” è importante: il sito non è una città romana interamente ricostruita, ma un’area archeologica composta da evidenze parziali, leggibili anche attraverso i materiali reimpiegati nella pieve e i reperti esposti nel museo.
Il borgo attuale appartiene a una fase distinta. Il Comune descrive il Castello come il nucleo fortificato più antico, con origini nel periodo longobardo. Una tradizione locale fa derivare il nome Macerata dalle macerie della città antica e racconta di una distruzione nel VI secolo, seguita dal trasferimento degli abitanti su un’altura più sicura. È una narrazione radicata nella memoria del luogo, ma la successione precisa degli eventi non è dimostrata dalle prove archeologiche regionali su Pitinum. Anche l’Arco dei Pelasgi, o Porta di Mezzo, porta con sé un racconto: l’origine pelasgica è una leggenda, non una fondazione storica verificata. Si possono invece distinguere con sicurezza la città romana presso Pitino e il Castello medievale sulla collina.
La visita dal Borgo al Castello
La passeggiata può iniziare dal Borgo e salire. Il Teatro Angelo Battelli, inaugurato nel 1932 secondo il Comune, testimonia una tradizione teatrale che continua nelle stagioni promosse con la rete culturale provinciale; il calendario e l’apertura vanno verificati prima di programmare uno spettacolo. Nel quartiere si notano il settecentesco Palazzo Antimi Clari e la filanda collegata a Palazzo Gentili Belli, testimonianze delle famiglie e delle attività economiche che hanno dato forma alla parte bassa. Un antico mulino appartenuto alle Clarisse ricorda l’organizzazione agricola della zona.
Proseguendo verso Santa Chiara e l’ex complesso francescano di San Francesco, si può visitare il Museo della Radio d’Epoca, allestito in una sala del convento. Ospita oltre cento apparecchi restaurati, prodotti in diversi paesi fra gli anni Venti e Sessanta del Novecento: un contrappunto inatteso alle architetture medievali. La ripida Via Gaboardi porta alla porta superiore e al Castello. Torre Civica e Palazzo del Podestà dominano la piazza; nelle otto sale del museo civico i reperti preistorici, romani da Pitinum e medievali dal castello offrono una lettura del Montefeltro orientale. La torre accoglie anche la raccolta paleontologica di fossili locali. Nel nucleo alto, la chiesa di San Giuseppe del XIV secolo conserva una tela della Madonna del Rosario; Palazzo Evangelisti, del XVI secolo, mostra affreschi di soggetto civile.
Nella parte bassa, la chiesa di San Michele Arcangelo custodisce un crocifisso dipinto più antico dell’edificio, datato 1396 e attribuito a Olivuccio di Ceccarello. Fuori dal centro, la Pieve romanica di San Cassiano in Pitino presenta una pianta basilicale a tre navate e frammenti architettonici di reimpiego. Visitare la pieve e l’area archeologica insieme dà senso alla distanza fra i resti romani, il riuso medievale del luogo e il successivo sviluppo del Castello.
Sentieri, dintorni e arrivo
Per una giornata all’aperto, la guida turistica comunale segnala un percorso attrezzato dal Borgo verso un piccolo lago artificiale, oltre a passeggiate e pedalate sulle strade collinari. A ovest si profila il Monte Carpegna; nel raggio del Montefeltro, Carpegna, Sassocorvaro e Piandimeleto offrono tappe da combinare in auto o con un itinerario più lungo. Il territorio è mosso e i servizi sono distribuiti fra capoluogo e frazioni: è prudente controllare fondo, dislivelli e collegamenti. Le sorgenti sulfuree e Pitinum Thermae fanno parte dell’immagine turistica del paese, ma le informazioni pubbliche sull’attuale operatività dello stabilimento non sono concordi. Prima di organizzare cure o ingressi termali, occorre contattare la struttura o il Comune.
L’orario extraurbano Adriabus attualmente valido dal 1 ottobre 2026 indica Macerata Feltria sulla linea 45 fra Carpegna, Mercatale, Sassocorvaro, Montecchio e Pesaro. La linea 44 attraversa il paese e prosegue verso Mercatino Conca, Morciano, San Giovanni in Marignano e Pesaro. Sono collegamenti utili per raggiungere l’area, ma corse e coincidenze cambiano fra giorni scolastici, non scolastici e stagioni. Controllare partenze e ritorni sul sito del gestore prima di mettersi in viaggio. Nel centro storico conviene muoversi a piedi, mettendo in conto la salita fra Borgo e Castello.
Macerata Feltria in tre video: paesaggio, archeologia e borgo
VIAGGIARTE is a cultural-heritage project associated with the Province of Pesaro and Urbino. This six-minute film focuses on the archaeological route at Macerata Feltria, offering a useful companion to the museum and the Roman remains at Pitinum Pisaurense. It dates from 2015, so current excavation access and visitor arrangements should be checked locally.
Elio Rossi’s short “Cities and Villages” presentation describes Macerata Feltria as a place with two distinct parts, the upper historic settlement and the lower Borgo. That framing matches the town’s topography and helps viewers understand how to plan a walk between the two. It is an older video and should not be used for current opening hours or transport details.