Follina è un piccolo centro ai piedi delle Prealpi Trevigiane, ma il suo nucleo compatto custodisce più di una veduta da cartolina. L’acqua attraversa la sua storia: sorgenti e brevi corsi d’acqua hanno accompagnato l’insediamento monastico, alimentato la lavorazione della lana e ancora oggi guidano una passeggiata fra antichi opifici e case operaie. Attorno scorrono le vicende dell’Abbazia cistercense di Santa Maria, dei palazzi storici, dei vigneti e dei sentieri che salgono verso i versanti boscosi. Il bilancio demografico ISTAT 2024 registra 3.607 residenti e 1.569 famiglie nell’intero Comune al 31 dicembre 2024. Il dato riguarda tutto il territorio comunale, non soltanto il centro storico.

Un’abbazia stratificata, senza una data di fondazione certa

Le fonti locali collocano una comunità benedettina prima dell’arrivo dei Cistercensi, ma non concordano su una data precisa: una pagina turistica comunale parla di una fondazione altomedievale, mentre la scheda del monumento descrive un precedente edificio benedettino nel XII secolo. Il riferimento storico più sicuro è la fase cistercense. I monaci arrivarono intorno alla metà del XII secolo e trasformarono il complesso, legando la vita religiosa alla gestione del territorio e alla lavorazione della lana. La storia comunale menziona anche possibili tracce preistoriche e un tratto di camminamento che alcune tesi associano alla via romana Claudia Augusta Altinate. Sono indizi di frequentazioni anteriori, non la prova che Roma abbia fondato il borgo attuale o che vi sia continuità urbana dall’antichità.

L’abbazia va visitata con calma. Il chiostro fu completato nel 1268, secondo l’iscrizione riportata dal Comune; la basilica attuale prese forma fra il 1305 e il 1335. Il complesso comprende la torre campanaria romanica a pianta quadrata, il chiostrino e la loggia dell’Abate del XVI secolo e una successione di spazi ecclesiali e conventuali di grande misura. All’interno si segnalano l’affresco del 1527 di Francesco da Milano con la Madonna, il Bambino e i Santi, e un crocifisso ligneo barocco. La Madonna del Sacro Calice, scolpita in arenaria, è ancora oggetto di venerazione. L’origine nubiana del VI secolo è stata ipotizzata da alcuni, ma la pagina comunale la presenta come ipotesi: il valore devozionale è chiaro, la provenienza remota non è certa.

Santa Maria non è soltanto un monumento. L’abbazia resta parte della vita religiosa e culturale di Follina, con celebrazioni, pellegrinaggi e concerti. Occorre rispettare le funzioni e controllare gli orari aggiornati: quelli pubblicati nella scheda comunale sono stati modificati l’ultima volta nel 2023 e potrebbero non essere attuali.

Acqua, lana e architettura del lavoro

L’identità locale è anche manifatturiera. La storia comunale attribuisce ai Cistercensi l’avvio della lavorazione dei panni di lana e segnala che il comparto conobbe la maggiore attività dalla seconda metà del XVII secolo. I corsi d’acqua rendevano utile la vallata per mulini e lavorazioni tessili, e nel centro si leggono ancora frammenti di quel paesaggio industriale. Palazzo Barberis-Rusca, Palazzo Bernardi e Palazzo Tandura convivono con l’ex Lanificio Andretta ottocentesco, oggi notevole esempio di archeologia industriale. Una passeggiata può collegare questi edifici al torrente, agli antichi lavatoi, alle case dei lavoratori e alle tracce degli opifici. Non si tratta solo di guardare facciate: il percorso mostra come il lavoro abbia contribuito a costruire il borgo.

La tradizione della lana continua nel Lanificio Paoletti, la cui storia aziendale data la fondazione al 1795. È un’impresa tessile attiva, non un museo con ingresso libero garantito: un’eventuale visita va concordata con l’azienda. L’economia del territorio riflette anche il paesaggio, fra vigneti e vino, ospitalità, ristorazione, artigianato e servizi. Le colline vicine appartengono al più ampio territorio vitivinicolo di Conegliano-Valdobbiadene. Follina è una base adatta per capire il passaggio dal fondovalle ai versanti coperti di viti senza ridurre il paese al solo Prosecco.

Un giro nel borgo e un sentiero tra le colline

La passeggiata può iniziare davanti all’abbazia e seguire i materiali comunali e turistici per il centro storico. Il circuito segnala palazzi, sorgenti ed edifici della produzione, compreso un antico maglio. La pagina locale indica che il maglio è attualmente chiuso e visibile soltanto dall’esterno: va considerato parte del paesaggio urbano, non uno spazio visitabile. La Fiadora offre un percorso più raccolto. L’Anello delle Croci è indicato per circa quattro chilometri, 120 metri di dislivello positivo e un’ora e quaranta minuti. Collega Ponte del Cristo, il sentiero della Fiadora, la Croce di Follina e quella di Valmareno, tornando lungo il Corin. Il fondo può essere irregolare e si attraversa un corso d’acqua: è bene verificare le condizioni e calzare scarpe adatte.

Per una camminata più lunga la rete locale sale da Valmareno verso i versanti boscosi e l’area di Praderadego. Sono itinerari a piedi, non un’escursione montana con servizi garantiti: prima di partire controllate segnaletica, meteo, acqua e collegamenti per il ritorno. Un giro fotografico nel centro è più semplice e basta per comprendere il rapporto fra acqua e manifattura anche in una visita breve.

Ospitalità, tavola e collegamenti

Il Comune raccoglie informazioni su bed and breakfast, agriturismi e alberghi, oltre a un calendario annuale e alla carta dei sentieri. Concerti in abbazia, celebrazioni religiose e iniziative stagionali animano diversi periodi, ma date e modalità di accesso cambiano: verificate sempre il programma aggiornato. Cibo e vino fanno parte della visita; la zona è conosciuta per il Prosecco Superiore DOCG e per produzioni tradizionali, mentre lana, acqua e abbazia restano altrettanto centrali per capire Follina. Per un’offerta più ampia di servizi ci si può appoggiare alle città e ai centri vicini.

La rete extraurbana attuale di Mobilità di Marca riporta la linea 121 fra Vittorio Veneto, Cison di Valmarino, Follina, Miane e Valdobbiadene. La linea 117 collega Treviso a Ponte della Priula e prosegue da lì per Pieve di Soligo e Cison verso Vittorio Veneto: secondo la provenienza può servire un cambio. L’orario pubblicato per il 2026/27 è scolastico. Controllate il pianificatore per giorno, fermata, coincidenza e corsa di ritorno. In auto Follina è anche una base per Cison, Miane, Valdobbiadene e le colline circostanti. Merita più di una sosta veloce all’abbazia: il paese si comprende quando si leggono insieme l’acqua, il lavoro e il paesaggio.

Link utili per la visita