A nord della pianura trevigiana, la valle fra Vittorio Veneto e Follina si stringe ai piedi delle Prealpi. Cison di Valmarino sorge in un punto dove un tempo il torrente alimentava le botteghe e il castello continua a dominare la strada. Il suo carattere non dipende da un solo monumento: nasce dal rapporto fra centro storico, piccoli nuclei del territorio, percorso dei mulini e margine montano.

Un comune disteso nella vallata

Cison di Valmarino è un comune della provincia di Treviso, in Veneto. Al 31 dicembre 2024 l’ISTAT contava 2.478 residenti nell’intero comune, non nel solo capoluogo. Il territorio comprende anche piccoli insediamenti come Valmareno, Rolle, Gai e Soller, legati in modi diversi al fondovalle e ai versanti. A Rolle, vigneti e muri a secco costruiscono un paesaggio diverso dalle vie raccolte del centro.

La visita rende di più se non si corre. Si può attraversare il borgo, seguire il corso d’acqua verso gli antichi mulini e poi usare l’auto o gli autobus locali per raggiungere le località collinari. Cison è anche una tappa naturale fra Vittorio Veneto, Follina e i paesi vitivinicoli più a ovest.

La storia documentata del castello

La ricostruzione storica del Comune offre una cronologia medievale e veneziana. Il castello appartenne ai vescovi di Ceneda nel XIII secolo e in seguito passò ai Caminesi. Nel 1436 Venezia ne assunse il controllo e concesse il feudo ai capitani di ventura Erasmo da Narni e Brandolino Brandolini. Quest’ultimo divenne il primo conte dopo averlo riscattato dal Gattamelata. Il complesso fortificato si trasformò in una residenza articolata, ampliata nel Cinquecento e nel Settecento.

Restaurato e di proprietà privata, oggi è noto come Castelbrando. Resta il profilo dominante sopra Cison, ma è anche un albergo e uno spazio culturale. La gestione propone visite guidate a determinate sale e sezioni museali: non bisogna dare per scontato che l’intero complesso sia sempre accessibile liberamente. Le esposizioni raccontano il castello e la via romana Claudia Augusta, una vicenda regionale che non dimostra da sola una fondazione romana di Cison. La cronologia comunale qui citata documenta la storia medievale dell’abitato, non un’origine antica.

Nella piazza principale, la chiesa arcipretale settecentesca offre un secondo punto di riferimento. Il Comune segnala le statue di Marco Casagrande, gli affreschi e le pale di Egidio Dall’Oglio, pittore originario del luogo, una pala attribuita a Francesco Fontebasso e il mausoleo marmoreo di Guido Brandolini scolpito da Pietro Baratta. La chiesa lega artisti locali e famiglia feudale alla vita pubblica del borgo.

Il Rujo, i mestieri e la radio

Il torrente Rujo ha segnato tanto il lavoro quotidiano quanto il paesaggio. Un sistema di derivazione alimentava una serie di mulini; la Via dei Mulini segue oggi quella memoria artigianale lungo la valle. Il progetto comunale di valorizzazione descrive il percorso fino al Bosco delle Penne Mozze, collegando gli antichi mestieri a una passeggiata contemporanea. È un modo efficace per leggere Cison dal basso: canali, ponti e tracce dei mulini raccontano più del torrente considerato soltanto come sfondo. Prima di partire, verifica l’accessibilità e le condizioni dei sentieri.

Un altro piccolo museo racconta il Novecento. All’ultimo piano del Teatro La Loggia, il Museo della Radio d’Epoca espone 72 apparecchi dal 1920 agli anni Settanta in circa 250 metri quadrati. La raccolta segue l’evoluzione tecnica ed estetica della radio, ma anche il suo ruolo nella vita domestica e nella cultura. Un oggetto è legato direttamente al paese: il radiogrammofono progettato nel 1938 dall’ingegnere cisonese Virgilio Floriani, poi noto per il suo lavoro nelle telecomunicazioni italiane. La scheda comunale non riporta con chiarezza un orario di apertura stabile; è prudente informarsi prima della visita.

L’artigianato resta visibile nel calendario. Artigianato Vivo nacque nel 1980 e porta artigiani e laboratori nelle vie, nei cortili e negli spazi espositivi. La 45ª edizione si è svolta dall’8 al 16 agosto 2026. È un appuntamento ricorrente, non un mercato permanente: controlla il programma della prossima edizione prima di organizzare il viaggio.

Colline vitate, sentieri e memoria

Rolle, una delle località collinari, è immersa tra vigneti e muretti a secco. Una parte del territorio comunale di Cison rientra nel paesaggio vitivinicolo di Conegliano e Valdobbiadene iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale; il perimetro interessa solo una parte del comune, non tutto il territorio. È un paesaggio agricolo ancora leggibile, modellato dalla coltivazione oltre che dalla tutela.

In un’altra direzione, la Via dei Mulini conduce verso il Bosco delle Penne Mozze, memoriale nel bosco inaugurato nel 1972. Oltre duemila stele in ferro battuto ricordano gli alpini della provincia di Treviso morti in guerra o in servizio. È insieme una camminata in una valle alberata e un luogo di raccoglimento: merita un passo tranquillo. Il Comune segnala inoltre il Passo San Boldo, le colline di Rolle e il Rifugio dei Loff. Sono escursioni all’aperto, non un prolungamento pavimentato del centro; controlla lo stato dei sentieri e scegli calzature adatte.

Arrivare e costruire una visita

In auto, il Comune consiglia l’uscita Vittorio Veneto Nord dell’A27 e poi la direzione Revine Lago, Follina e Pieve di Soligo; le indicazioni comunali parlano di circa dieci chilometri dopo la svolta verso la valle. In treno, la pagina comunale suggerisce da Venezia un convoglio diretto verso Ponte nelle Alpi, con discesa a Vittorio Veneto; vicino alla stazione partono autobus per Cison e Follina. Mobilità di Marca indica linee che collegano Vittorio Veneto, Cison, Follina, Miane e Valdobbiadene, oltre a un collegamento verso Tarzo e Conegliano. Corse e giorni di servizio cambiano con la stagione e il calendario scolastico: controlla gli orari aggiornati e il rientro.

Una giornata può unire il centro e la Via dei Mulini a una visita guidata prenotata a Castelbrando, proseguendo poi verso Rolle o il memoriale se si ha l’auto o tempo sufficiente per gli autobus locali. Nel castello si trovano alloggio e ristorazione: sono servizi del complesso privato e non descrivono l’offerta di ogni frazione. Cison concentra in poco spazio architettura signorile, memoria dell’acqua e dei mestieri, una raccolta singolare di radio, artigianato contemporaneo e percorsi verso le Prealpi.

Informazioni utili per la visita