Cetona è un borgo collinare nel sud della provincia di Siena, la cui storia precede di molto le strade in pietra del centro. L’abitato si appoggia alle pendici del Monte Cetona, mentre il territorio comunale si allarga tra colline coltivate e la Valdichiana. La stima provvisoria della popolazione residente pubblicata da ISTAT al 1° gennaio 2026 è di 2.441 persone per l’intero Comune, comprese le località minori: non riguarda soltanto il centro storico. La visita è particolarmente interessante per chi desidera leggere insieme un insediamento toscano ben conservato e le tracce archeologiche del paesaggio circostante.

Dalle grotte al castello attestato nei documenti

Il Museo Civico per la Preistoria è il punto di partenza più utile per comprendere quanto sia lunga la presenza umana a Cetona, oltre l’immagine medievale. Il museo documenta la frequentazione neandertaliana nel Paleolitico medio attraverso strumenti di pietra scheggiata e resti animali. A Belverde, sul versante orientale del Monte Cetona, si concentrano le testimonianze di un popolamento più intenso durante gran parte del II millennio a.C.: furono costruite capanne, utilizzati ripari sotto roccia e sepolti i defunti. Cavità come la Grotta di San Francesco e l’Antro della Noce collegano l’archeologia a un ambiente boschivo di travertino. L’Archeodromo all’aperto ricostruisce alcuni ambienti preistorici a fini didattici: è una ricostruzione basata sulle evidenze, non un villaggio antico intatto.

Le fonti turistiche locali ricordano anche insediamenti dell’età del Ferro a Cancelli e Camporsevoli, ville rurali romane e il passaggio della Via Cassia nella valle. Un itinerario di crinale viene talvolta proposto come possibile tracciato alternativo della Via Francigena, ma la stessa ricostruzione locale lo presenta come ipotesi, non come identificazione certa. Il castello di Cetona ha un’attestazione più solida: compare nei documenti dai primi decenni del Duecento come possesso del conte Ildebrandino, sotto la sovranità di Orvieto. Siena, Perugia e Orvieto si contesero il borgo. Braccio da Montone lo occupò nel 1418 e lo cedette a Siena; nel 1455 le truppe di Jacopo Piccinino causarono gravi danni. I senesi rinforzarono le mura e costruirono torri circolari. Nel 1558 Cosimo I de’ Medici assegnò il feudo a Chiappino Vitelli, dando avvio a importanti trasformazioni urbane.

La piazza che ridisegnò l’ingresso

La passeggiata può iniziare da Piazza Garibaldi, il vasto spazio rettangolare aperto verso la metà del Cinquecento come nuovo accesso e fronte pubblico del borgo compatto. La sua ampiezza colpisce accanto alle vie più strette che salgono verso il nucleo antico. La ex chiesa della Santissima Annunziata, San Michele Arcangelo, il Rivellino e i palazzi Vitelli e Terrosi ne definiscono i margini. Dalla piazza si sale per vicoli che si restringono e curvano verso la parte alta e i resti della Rocca. Il fascino non è concentrato in un solo monumento: sta nel passaggio tra una soglia rinascimentale volutamente ampia e un tessuto medievale più raccolto.

San Michele e la ex Annunziata raccontano momenti diversi di questo sviluppo. Quest’ultima fu costruita nella parte bassa quando ebbe inizio il feudo dei Vitelli; conserva il portale cinquecentesco e oggi ospita iniziative culturali. Sull’altare è conservata un’Annunciazione datata 1648, descritta dal servizio turistico locale come copia di un dipinto più antico. Secondo la storia comunale, Garibaldi soggiornò a Cetona nel 1849 e nel 1867; in seguito la piazza principale fu intitolata a lui. Le epoche si leggono nel paese, ma non vanno appiattite in una sola scena medievale.

Belverde, la montagna e la vita quotidiana

È meglio riservare mezza giornata a Belverde, invece di considerarlo una breve appendice alla visita del centro. Il museo si trova nel Palazzo Comunale; il parco archeologico-naturalistico e l’Archeodromo sono fuori dal borgo, in località Belverde. Per alcune cavità l’accesso avviene con visita guidata, è consigliata la prenotazione e il maltempo può sospendere le attività all’aperto. Insieme, museo e sito aiutano a capire reperti e ambiente: grotte, ripari, bosco e panorama sulla Valdichiana. Il Monte Cetona raggiunge quota 1.148 metri e offre itinerari a piedi e in bicicletta; prima di partire occorre verificare sul posto le condizioni dei sentieri e degli accessi.

Anche la cucina racconta il paesaggio agricolo. Il servizio turistico locale presenta il bico, legato alla frazione di Piazze, come un pane azzimo semplice preparato con farina e acqua e cotto sotto la cenere di legna. Ricorda inoltre i pastrignocchi, pasta contadina dalla preparazione rapida, e i pici all’aglione. Sono tradizioni da cercare nei menu locali, non una certezza per ogni ristorante. Sulle colline si alternano vigneti, oliveti e campi di cereali; i materiali turistici locali e regionali segnalano il vino e l’olio extravergine Terre di Siena. Cetona non si esaurisce nell’offerta per i visitatori: il turismo convive con un territorio comunale abitato, agricolo e dotato di servizi pubblici.

Come arrivare e organizzare il soggiorno

Per chi viaggia in treno, la stazione vicina è Chiusi-Chianciano Terme. La linea T10 di Autolinee Toscane collega la stazione di Chiusi con Cetona e altre località; la linea FT5 unisce Chiusi, Cetona, Sarteano, Chianciano Terme e Montepulciano. La fermata indicata a Cetona si trova in Via Risorgimento, accanto a Piazza Garibaldi. Prima di scegliere una coincidenza, controllare direzione, avvisi e orari aggiornati, soprattutto nel fine settimana e fuori dall’alta stagione. Il tabellone RFI in tempo reale aiuta a verificare i treni. In paese il punto IAT è in Piazza Garibaldi; il museo e il centro servizi di Belverde danno orientamento per le rispettive aree. Orari, visite guidate e corse possono cambiare: è bene verificarli prima della partenza.

Link utili per la visita