Castelmezzano appare dopo una galleria scavata nella roccia: case dai tetti di arenaria raccolte sotto le guglie delle Dolomiti Lucane. Il paese non si lascia esaurire da una fotografia. Vicoli ripidi, resti del castello, feste che appartengono ancora alla comunità e sentieri che entrano nel parco regionale chiedono al visitatore di fermarsi. Al 31 dicembre 2024 il Comune contava 696 residenti, secondo la serie annuale basata sui dati ISTAT: è la popolazione dell’intero territorio comunale, non il numero di chi vi soggiorna per turismo.
Fonti, memoria e una fondazione da non dare per certa
La pagina storica del Comune fa risalire le origini di Castelmezzano al VI-V secolo a.C. e a coloni greci che avrebbero fondato un insediamento chiamato Maudoro, “mondo d’oro”. È una narrazione locale, ma la pagina non indica reperti che dimostrino una città greca nell’attuale sito. Il catalogo dei beni culturali del Ministero documenta invece il toponimo medievale Castromezzano/Castrum Medianum e i resti di un castello attribuito all’età normanna, fra XI e XIII secolo. Nel più ampio territorio del parco, a Croccia Cognato, sono documentate mura di un insediamento lucano del IV secolo a.C.: si tratta di un sito distinto, che non prova da solo la fondazione greca di Castelmezzano.
Il Comune riferisce anche la vicenda del pastore Paolino, che durante le incursioni saracene avrebbe trovato rifugio fra queste rocce. La fonte la introduce con “si narra”: è leggenda comunitaria, non biografia verificata. Le tracce materiali sono più vicine: tratti della cinta muraria, una cisterna per l’acqua piovana e una ripida gradinata scavata nella roccia, che conduce a un probabile punto di vedetta sulla valle del Basento. Il catalogo statale descrive il centro storico come un agglomerato medievale di case con tetti di lastre d’arenaria incastrate in una conca rocciosa.
La trama del paese e i percorsi nel paesaggio
Piazza Caizzo è il cuore della vita cittadina e si apre davanti alla chiesa madre di Santa Maria dell’Olmo. Il Comune segnala la facciata in pietra locale e opere conservate all’interno: una Madonna col Bambino in legno, datata dalle fonti locali fra la fine del XIII e il XIV secolo, e un dipinto di Giovanni De Gregorio, detto il Pietrafesa. Dai vicoli si sale verso le rocce. Forme chiamate “becco della civetta” o “bocca del leone” sono interpretazioni popolari delle sagome, non termini della geologia.
Il sentiero 711 del Parco è un anello sulle creste intorno al paese, con passaggio presso Palazzo Ducale e deviazione verso l’area di partenza del Volo dell’Angelo; il sentiero 710 attraversa il centro e prosegue sul crinale nel bosco. Le schede del Parco spiegano il sentiero 711 e il sentiero 710. Pendenze, meteo e possibili chiusure richiedono prudenza: controllare le condizioni e scegliere scarpe adatte fa parte della visita.
Un altro collegamento pedonale raggiunge Pietrapertosa. Il Percorso delle Sette Pietre recupera un vecchio tratturo contadino lungo circa due chilometri, dai 920 metri circa di Pietrapertosa scende a 660 lungo il torrente Caperrino e risale verso Castelmezzano a circa 770 metri. Le installazioni artistiche e sonore si ispirano al racconto Vito ballava con le streghe di Mimmo Sammartino e a storie tramandate oralmente: è un’esperienza letteraria contemporanea, non una ricostruzione storica di vicende di stregoneria.
Il Maggio, l’avventura e l’economia dell’ospitalità
Ogni settembre il rito del Maggio coinvolge il paese nel trasporto di un tronco di cerro e di una cima di agrifoglio, uniti e innalzati come un albero. I materiali culturali della Regione Basilicata ne descrivono i significati legati alla fertilità e al rapporto fra comunità e bosco. È più preciso leggerlo come una pratica viva in cui si intrecciano festa religiosa e calendario stagionale, senza presentarlo come rito preistorico rimasto immutato.
Il Volo dell’Angelo collega in sospensione Castelmezzano e Pietrapertosa; il biglietto comprende andata e ritorno su due linee diverse e un servizio navetta. L’attività dipende dal meteo, apre in giornate determinate e segue regole specifiche: calendario, requisiti e disponibilità vanno verificati direttamente con il gestore. Secondo le statistiche dell’APT Basilicata, a fine 2024 il Comune aveva 34 esercizi ricettivi registrati e 244 posti letto; nel corso dell’anno si contarono 2.882 arrivi e 3.842 pernottamenti. Sono cifre utili per capire il peso della visita in un paese con meno di 700 residenti.
Arrivare e costruire una visita completa
La pagina aggiornata di Sita Sud indica la linea 102 fra Castelmezzano e Potenza, con fermate a Santa Croce, San Giuliano e Albano di Lucania. Prima di partire bisogna controllare giorni di servizio e corsa di ritorno: nei territori montani le coincidenze possono essere poche. In auto si raggiunge il paese dalla direttrice della Basentana attraverso la viabilità provinciale; l’ingresso al borgo passa nella galleria in roccia. Il Parco di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane comprende Castelmezzano, la vicina Pietrapertosa e altri comuni lucani: i due borghi si prestano a un itinerario comune.
Un buon primo giro unisce piazza, chiesa, gradinata del castello e un sentiero segnalato. Con più tempo si può aggiungere il Percorso delle Sette Pietre o il Volo dell’Angelo, se gli impianti sono aperti. I dati turistici regionali aiutano a comprendere la disponibilità ricettiva; Comune e Parco raccolgono informazioni su attrazioni, percorsi e attività locali. Orari, condizioni dei sentieri, calendario delle attrazioni e servizi vanno verificati prima della partenza, soprattutto fuori stagione. Per iniziare, consulta la scheda comunale del borgo, la pagina del Parco su Castelmezzano e gli orari della linea 102 di Sita Sud.