Casale Marittimo guarda dall’alto della collina la valle del Cecina; il Tirreno dista circa 12 chilometri. Il panorama porta lo sguardo verso la costa, ma la vicenda più interessante si legge nelle diverse stratificazioni del territorio: un abitato etrusco e una necropoli si trovano nelle vicinanze, restano tracce di ville romane e, più tardi, qui si è sviluppato un compatto borgo medievale. La stima italiana della popolazione residente per il 2026 conta 1.047 persone nell’intero Comune al 1º gennaio. È un dato comunale, non il numero dei soli abitanti del centro storico.

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Archeologia sulle colline, vita medievale nel borgo

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La storia del Comune colloca un villaggio etrusco sulla vicina collina di Casalvecchio nel VII secolo a.C. e registra un secondo insediamento nel IV secolo a.C. A Casa Nocera gli scavi hanno riportato alla luce una necropoli legata a una famiglia locale di rango elevato; le tombe e i corredi appartengono soprattutto ai secoli VII e VI a.C. A Poggiarelle, nel 1896, fu scoperta casualmente una tomba circolare di tipo tholos. Sono testimonianze importanti della presenza etrusca nel territorio, ma non fanno del borgo medievale attuale una fondazione romana. Il Comune segnala anche ville romane nelle località La Pieve e Il Poggio, i cui materiali sono stati in parte riutilizzati negli edifici successivi. Il Museo Archeologico di Cecina conserva il corredo della tomba A di Casa Nocera e permette di vedere gli oggetti originali prima o dopo una passeggiata nella zona.

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Anche una storia più recente sulle origini merita cautela. Nel Settecento il viaggiatore e studioso Giovanni Targioni Tozzetti riferì una tradizione locale su due castelli, Casalvecchio e Casalnuovo, quest’ultimo identificato con il paese odierno. Le indagini archeologiche non hanno confermato l’esistenza di quei due castelli. È una memoria tramandata, non una ricostruzione storica dimostrata.

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Il centro in altura invita a osservare i dettagli. I vicoli seguono cerchie murarie medievali semicircolari; in vari tratti il muro esterno delle case coincide con la fortificazione. Una rampa sale verso il nucleo che ancora oggi viene chiamato “il Castello”. La torre dell’orologio, costruita nel 1854 nel punto in cui sorgeva una porta, ne segna l’ingresso. Il Comune indica che la pieve di Sant’Andrea è menzionata per la prima volta nel 1305; l’edificio più antico fu poi scuola elementare e dal 1874 sede municipale. L’attuale Sant’Andrea fu costruita nel 1872–74. Poco distante si trovano Santa Maria delle Grazie, realizzata nel 1712–16, e la più piccola San Sebastiano, del 1775. Nei muri e negli arredi si riconoscono frammenti romani riutilizzati: il paese è un palinsesto materiale, non una successione di epoche chiuse l’una dall’altra.

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Un’economia agricola e itinerari da seguire

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Per secoli l’agricoltura ha sostenuto l’economia locale. La ricostruzione comunale ricorda che nel 1971 la popolazione era scesa a 837 abitanti e che in seguito il rischio di abbandono è diminuito grazie al ritorno di alcune famiglie e all’arrivo di visitatori stranieri. Nel suo aggiornamento del 2024, il Comune descrive il turismo come la principale fonte di reddito e segnala la ripresa delle colture tradizionali di cereali, olio d’oliva e vino. Le pagine locali raccolgono informazioni su produttori, ricettività e ristorazione. Le attività convivono: vigne e oliveti formano il paesaggio che il visitatore viene a cercare, mentre la produzione rurale resta parte della vita del territorio. Passa da qui anche la Strada del Vino Costa degli Etruschi. Per degustazioni o visite in azienda è meglio accordarsi direttamente con i produttori.

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La pagina comunale dedicata alle passeggiate presenta tre itinerari segnalati. Il percorso Giallo si sviluppa per 10,5 chilometri verso sud, passa dalla zona de La Pieve e dal sito della villa romana e prosegue in direzione della macchia della Magona. Il Verde è più breve, tre chilometri, e raggiunge l’area archeologica di Casalvecchio. L’Arancione, di 3,5 chilometri, attraversa oliveti e vigneti fino alla diga di Linaglia, immersa nel bosco mediterraneo. Dislivelli e fondo rurale irregolare rendono questi itinerari camminate vere e proprie: prima di partire controlla la mappa aggiornata e le condizioni dei sentieri. Nei locali della Pro Loco si può consultare una raccolta di fotografie e planimetrie degli scavi, secondo gli orari di apertura locali.

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La guida turistica regionale segnala come appuntamenti gastronomici estivi la Sagra delle chiocciole e la Sagra del cinghiale, normalmente in luglio e agosto. Sono occasioni per conoscere il paese oltre i punti panoramici, ma date e programma cambiano ogni anno: verifica il calendario comunale corrente prima di organizzare il viaggio.

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Come arrivare e ampliare la visita

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Le indicazioni comunali individuano Cecina come stazione ferroviaria più vicina, sulla linea Pisa–Grosseto, da cui proseguire in autobus. La linea 110 di Autolinee Toscane collega Cecina a Casale Marittimo e continua verso Bibbona e altri paesi vicini. La pagina attuale dell’operatore mostra fermate e avvisi che possono modificare tragitti o orari: controlla direzione e giorno del servizio prima di salire. In auto, il Comune suggerisce di lasciare la SS1 Aurelia all’uscita di Cecina/La California e proseguire sulle provinciali SP39 e SP28 fino al borgo. Le stesse strade collegano la collina alla costa, a circa 12 chilometri. Cecina offre una tappa complementare: il suo Museo Archeologico comunale espone i reperti della tomba di Casa Nocera, mentre il litorale propone un ambiente diverso dalle colline boscose e coltivate di Casale.

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Prima di scendere verso il mare, vale la pena esplorare il borgo a piedi. Una visita più ricca unisce mura e chiese a una passeggiata nel paesaggio etrusco, a un’esperienza in un’azienda agricola concordata in anticipo o al museo di Cecina. Il rapporto fra un centro ancora abitato, reperti archeologici profondi e una campagna produttiva dà a Casale Marittimo molto più contenuto di una breve sosta fotografica.

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Link utili per chi visita

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