Il soprannome “Ringhiera dell’Umbria” racconta la posizione di Montefalco e la qualità dello sguardo che offre. Dal colle il panorama attraversa la Valle Umbra verso Trevi, Foligno, Spoleto, Assisi e, nelle giornate limpide, Perugia. Ma Montefalco non è soltanto un belvedere né il nome di un vino: il centro compatto custodisce un importante ciclo di pittura rinascimentale, chiese legate alla vita religiosa locale, un palazzo civico e strade che si aprono sui vigneti e gli oliveti. Il Comune contava 5.251 residenti al 31 dicembre 2024, secondo la serie annuale della popolazione basata sui dati ISTAT. Il numero riguarda l’intero territorio comunale, non soltanto il borgo murato.
Il racconto dipinto di San Francesco
Si può iniziare dall’ex chiesa di San Francesco, a pochi passi dalla piazza centrale. Costruita fra il 1335 e il 1338, ospita oggi il museo civico. Nell’abside Benozzo Gozzoli dipinse nel 1452 dodici scene della vita di san Francesco, disposte su tre registri. Il ciclo colpisce per la qualità pittorica, ma anche perché i suoi paesaggi e personaggi restituiscono la cultura religiosa e civile del Quattrocento. In controfacciata si trova l’Annunciazione con Natività di Pietro Perugino, datata 1503. Il percorso museale comprende inoltre dipinti, sculture, tessuti, reperti archeologici e le antiche cantine del convento. Prima della visita, verifica la scheda comunale del Complesso di San Francesco per gli orari e le modalità di accesso.
Dal museo, le vie del centro conducono alla Piazza del Comune, quasi circolare. Il Palazzo del Popolo, oggi sede municipale, fu costruito nel 1270 e ampliato nel Quattrocento; la loggia e la terrazza superiore danno forma allo spazio della piazza. Nel palazzo si trova anche la biblioteca comunale e, quando è accessibile, la torre campanaria offre un altro punto di osservazione sul territorio. Vicine sono la chiesa di Sant’Agostino e il santuario di santa Chiara della Croce, importanti per la storia religiosa del paese. Le mura e le porte medievali conservano il disegno del centro antico. La pagina comunale sulla sede del Comune descrive il palazzo e segnala un dato utile: le pendenze e i vicoli irregolari possono rendere faticosa una passeggiata lunga.
Le origini, senza trasformare le ipotesi in certezze
Le origini di Montefalco vanno raccontate distinguendo le tracce dalle interpretazioni. Una narrazione storica locale ritiene possibile un impianto da castrum romano e collega alcuni toponimi rurali a ville antiche; non ne deriva una data certa di fondazione. Un catalogo archivistico colloca le prime notizie documentate della comunità medievale nel 1177 e nel 1180, quando i rapporti politici cambiarono fra Foligno e Spoleto. Anche il racconto che lega il nome del paese a un falco dell’imperatore Federico II è proposto come ipotesi, non come etimologia dimostrata. Sono più solide le vicende di un colle conteso e amministrato da poteri diversi, dove istituzioni religiose e civiche costruirono nel tempo un’identità riconoscibile. Il palazzo, le porte e le chiese si leggono meglio come parti di quella storia condivisa.
Un distretto agricolo, non una sola etichetta
Montefalco dà il nome a una zona vinicola delimitata. Il Consorzio spiega che il Montefalco Sagrantino DOCG è prodotto con uve Sagrantino al cento per cento e che l’area comprende l’intero Comune e parti di alcuni territori vicini. Una tradizione lega l’uva ai primi frati francescani e al vino usato per i sacramenti; è una memoria locale, non una prova d’origine. Il primo documento finora ritrovato che nomina esplicitamente il Sagrantino risale al 1549. La storia moderna è più precisa: la denominazione ottenne la DOC nel 1979 e la DOCG nel 1992. Accanto ai vigneti, il paesaggio ospita oliveti e altre colture; ristorazione, ospitalità e visite in cantina fanno parte dell’economia turistica. Le degustazioni vanno concordate con le singole aziende, perché orari e accessi non sono uniformi.
Il paese può diventare il centro di un itinerario nella valle. Bevagna mostra un diverso tessuto di strade medievali; Trevi e Spello aggiungono altri borghi collinari; Foligno è il riferimento ferroviario più pratico e Spoleto amplia il percorso verso sud. Se la visita è breve, conviene partire dalla piazza e scegliere un anello contenuto fra museo e vicoli storici. Busitalia indica la linea E411 Foligno–Montefalco–Bastardo–San Terenziano e altre corse che collegano Montefalco con Spoleto e i paesi vicini. Le frequenze variano secondo la stagione e il calendario scolastico: controlla gli orari aggiornati per il giorno scelto. La guida del Comune di Foligno presenta i luoghi d’interesse e le note sull’accessibilità; affiancala agli orari extraurbani di Busitalia e alla mappa delle zone di produzione del Consorzio. Orari di musei, chiese e cantine possono cambiare: confermali prima di partire.