Merano, Meran in tedesco, è una città in cui il paesaggio cambia a ogni passeggiata: dalle arcate medievali si arriva al Passirio e al Kurhaus, poi una salita porta verso sentieri panoramici ai piedi delle montagne. Poco fuori dal centro, il castello di Trauttmansdorff unisce giardini botanici e museo del turismo. Il Comune di Merano contava 41.658 residenti al 31 dicembre 2025, secondo il bilancio provvisorio ISTAT. Il dato riguarda l’intero territorio comunale, non soltanto le vie del centro storico né le persone ospitate negli alberghi.

Una città bilingue, con due nomi e una storia documentata

In Alto Adige convivono l’italiano e il tedesco nella vita pubblica. A Merano la doppia denominazione Merano/Meran rispecchia questa realtà. Nel censimento linguistico ASTAT 2024, il 51,37% delle dichiarazioni valide per il Comune apparteneva al gruppo italiano, il 48,26% a quello tedesco e lo 0,37% a quello ladino. Il dato si basa sulle dichiarazioni di appartenenza dei residenti con cittadinanza italiana alla data di riferimento: non è una rilevazione di tutte le lingue parlate quotidianamente. Ho scelto l’italiano per la versione locale perché rappresenta una maggioranza risicata e coincide con il campo linguistico del lotto, mantenendo esplicita la presenza paritaria del tedesco.

La prima attestazione documentata del nome è Mairania, in un contratto dell’857 secondo la cronologia municipale. Nell’area circostante si trovano testimonianze più antiche, come i menhir di Lagundo datati intorno al 3000 a.C.; appartengono al territorio meranese e non provano una fondazione preistorica dell’odierna città. La storia urbana si definisce con maggiore chiarezza nel Medioevo. Mercati a Pentecoste e per San Martino sono attestati da atti notarili del 1236; Merano fu residenza dei conti del Tirolo e centro politico, ricevette un ordinamento civico nel 1317 e aveva già una zecca prima di ottenere nel 1271 il diritto formale di coniare moneta.

I Portici, Lauben in tedesco, furono voluti dal conte Mainardo II nel XIII secolo come asse commerciale. La doppia fila di case e arcate basse collega piazza Duomo a piazza del Grano per circa 400 metri; la prima citazione documentaria di una strada porticata a Merano risale al 1322. Nel 1420 il principe territoriale trasferì la propria residenza a Innsbruck e la città perse centralità politica. Le porte e le torri rimaste raccontano gli ampliamenti successivi, senza costituire oggi una cinta continua da percorrere.

Il centro storico fra Steinach, chiese e castelli

Il rione Steinach è il nucleo più antico e conserva vicoli stretti e passaggi fra case storiche. Da lì si raggiungono i Portici e piazza Duomo. La chiesa parrocchiale di San Nicolò fu avviata nel 1302 e sviluppata fino al XV secolo. Delle antiche porte cittadine ne restano tre, tra cui Porta Passiria e Porta Bolzano; un tempo controllavano difesa e passaggio delle merci. Anche il nome Ponte Romano può trarre in inganno: è un ponte in pietra costruito nel Seicento, chiamato così per il richiamo alle tecniche romane, non perché sia un manufatto dell’antichità.

Il Castello Principesco è una sosta più raccolta tra le vie commerciali. La guida turistica lo data intorno al 1470 e lo lega al duca Sigismondo d’Austria, quando Merano era capitale del Tirolo. Dopo diversi usi pubblici, oggi è un museo con ambienti e arredi storici. Il Palais Mamming, fondato come museo civico nel 1900 e trasferito nel 2015 in un palazzo barocco restaurato accanto al Duomo, custodisce oltre 100.000 oggetti e una biblioteca di 30.000 volumi dedicati al Tirolo. Orari e allestimenti cambiano: è meglio controllare il calendario prima di programmare le visite.

I Portici sono ancora una strada di lavoro e commercio. Sotto gli archi convivono negozi storici, attività artigiane, bar, ristoranti e catene internazionali. Il percorso si allarga verso Steinach, piazza della Rena/Sandplatz e la zona pedonale di corso Libertà. I mercati settimanali e stagionali propongono prodotti del territorio, ma sedi e date possono cambiare. I nomi doppi su mappe e cartelli non sono un ornamento: raccontano una città dove servizi pubblici e informazioni turistiche sono disponibili in italiano e tedesco.

La rinascita termale e il Kurhaus sul Passirio

La vocazione di città di cura si sviluppò nell’Ottocento. Il Comune individua nel 1836 l’avvio documentato della reputazione climatica di Merano, alimentata da testi medici sul clima e sulle cure offerte; nel 1850 la città si dotò di una struttura organizzata per accogliere i visitatori. L’imperatrice Elisabetta d’Austria, Sissi, soggiornò qui per la prima volta nel 1870. La ferrovia per Bolzano aprì nel 1881, mentre il Kurhaus era stato inaugurato nel 1874 e fu ampliato in stile liberty tra il 1912 e il 1914. Le passeggiate lungo il fiume divennero parte integrante della vita termale e mondana.

Oggi il Kurhaus è soprattutto una sede di congressi e appuntamenti culturali. Secondo le FAQ ufficiali, i visitatori singoli in genere possono entrare partecipando a un evento, non come in un museo aperto liberamente. La Kurpromenade, invece, è uno spazio pubblico lungo il Passirio, con aiuole, ponti, panchine e caffè. Le moderne Terme Merano furono inaugurate nel 2005 e offrono piscine e servizi di benessere nel centro. Prima di andare, verifica direttamente orari, disponibilità e condizioni dei servizi termali che ti interessano.

La Passeggiata Tappeiner offre un’altra prospettiva sulla città. Fu realizzata in tre fasi, nel 1893, 1911 e 1928, grazie soprattutto al medico e botanico Franz Tappeiner; la pagina turistica in italiano indica una lunghezza di 3.184 metri. Il fondo di ghiaia compatta è generalmente percorribile da famiglie e persone in sedia a rotelle; l’accesso di Quarazze è pianeggiante, mentre altri ingressi richiedono di superare un dislivello. Al momento la pagina segnala la chiusura fino a nuovo avviso dell’accesso da Salita Silvana e dei servizi igienici pubblici sul percorso. Avverte inoltre che mancano percorsi tattili. Controlla le condizioni di accesso aggiornate prima della salita.

Trauttmansdorff, musei e memoria di una città cosmopolita

Il Sentiero di Sissi collega i Giardini di Castel Trauttmansdorff al centro con undici tappe e punti panoramici. È un itinerario da organizzare a piedi, non un semplice trasferimento. Nel castello si trova il Touriseum, museo provinciale del turismo; il biglietto dei giardini comprende anche il museo. Il complesso apre stagionalmente, dalla primavera all’inizio di novembre, con orari che variano nel corso dell’anno. Consulta il calendario ufficiale e riserva diverse ore per godere del percorso botanico.

Per un’altra lettura della città, il Palais Mamming racconta Merano e il Tirolo attraverso le sue raccolte; il Castello Principesco restituisce ambienti della vita di corte; il Museo Ebraico e la sinagoga conservano la memoria di una comunità legata alla città termale; Merano Arte presenta mostre contemporanee. La cronologia comunale ricorda le chiese evangelica, anglicana e russo-ortodossa e la sinagoga, costruite tra il 1885 e il 1901. Ricorda anche che nel 1943, dopo l’arrivo delle truppe tedesche, gli ebrei ancora presenti a Merano furono deportati. La storia cosmopolita della città non può essere separata da questa pagina dolorosa.

Servizi, attività e collegamenti per chi visita

Il turismo è molto presente ma non definisce da solo l’economia cittadina. Nel rapporto 2024 l’Azienda di Soggiorno conta 489 strutture ricettive attive, 8.139 posti letto e 83.584 contatti allo sportello informazioni in quell’anno. Sono indicatori dell’offerta turistica, non una misura del lavoro di tutti i residenti. Nei Portici e nel centro si trovano negozi, botteghe, ristoranti e caffè; alle attività quotidiane si affiancano terme, teatri, musei, mercati e servizi comunali. L’ufficio turistico è in corso Libertà 45 e organizza visite guidate, informazioni su eventi, alloggi, ristorazione e trasporti. Verifica orari e prenotazioni.

Da Bolzano la linea ferroviaria 200 raggiunge Merano; la stazione è anche un nodo per la Val Venosta. Da Verona o Innsbruck si può pianificare il viaggio lungo l’asse del Brennero fino a Bolzano e cambiare per Merano, se gli orari del giorno consentono la coincidenza. I lavori possono introdurre autobus sostitutivi o modificare le connessioni: consulta gli avvisi aggiornati. Dalla stazione, le linee urbane 1 o 4 raggiungono piazza Teatro, a pochi minuti a piedi dal Kurhaus. Il centro storico, invece, si apprezza meglio senza automobile.

Per una prima visita, abbina i Portici, San Nicolò, il Castello Principesco e il lungofiume. Un giorno ulteriore permette di scegliere fra i Giardini di Trauttmansdorff, un tratto della Passeggiata Tappeiner o le Terme. Lana, Tirolo e la Val Venosta offrono escursioni diverse e raggiungibili con i mezzi pubblici. Merano è interessante perché accosta il commercio medievale, il passato politico tirolese, la stagione internazionale della città di cura e una vita urbana contemporanea. Prima di partire, controlla aperture dei musei e dei giardini, accessi ai sentieri, eventi e avvisi sui trasporti.