A Caprarola la salita racconta un cambiamento. Dai vicoli del borgo si imbocca la Via Diritta e lo sguardo viene condotto verso il Palazzo Farnese; alle spalle del centro, i Cimini scendono invece verso il lago di Vico. Architettura e paesaggio non sono due tappe separate: insieme spiegano la storia e il lavoro di questo territorio. Il Comune contava 5.157 residenti al 31 dicembre 2024, secondo la serie annuale basata sui dati ISTAT. Il dato riguarda l’intero territorio comunale, non soltanto il centro storico.

Le tracce medievali prima della grande residenza

La guida turistica del Comune individua il primo insediamento medievale nel Borgo Vecchio, a Piazza Sicilia e nelle contrade vicine. Nel XIII secolo Caprarola aveva un abitato fortificato con una rocca, porte e strade strette. È una storia leggibile tra i vicoli, e conviene non confonderla con una fondazione romana o etrusca che le fonti consultate non documentano. Proprio in Piazza Sicilia, la chiesa di Santa Maria Assunta è inglobata nell’attuale Palazzo Fusaro. La scheda comunale la data fra XIII e XIV secolo e ipotizza che fosse una dipendenza dell’antico castello dei Di Vico: un legame plausibile secondo la fonte, ma non presentato come certezza.

Passaggi, scalinate e case addossate alla roccia restituiscono la dimensione raccolta del borgo. La prospettiva cambia quando si raggiunge la Via Diritta, oggi via Filippo Nicolai. Lunga circa 680 metri, fu realizzata dal 1557 al 1564 su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola. Per ottenere la strada sopraelevata furono costruiti ponti e palazzetti, ristrutturate case e aperti sottopassi e vicoli in pendenza. L’opera ridisegnò il paese, non fu soltanto una scenografia d’accesso al palazzo.

Il cantiere Farnese e una nuova idea di palazzo

Negli anni Venti del Cinquecento il cardinale Alessandro Farnese commissionò una fortezza pentagonale, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane e Baldassarre Peruzzi. Il cantiere si fermò intorno al 1534, quando il committente fu eletto papa con il nome di Paolo III. Circa vent’anni dopo il cardinale Alessandro Farnese riprese i lavori e affidò a Vignola la trasformazione dell’impianto fortificato in una residenza di rappresentanza. L’esterno conserva la memoria dei bastioni; gli interni affrescati, le scalinate cerimoniali e l’affaccio sul paese appartengono alla nuova funzione. Le fonti locali descrivono le diverse fasi senza far sembrare il palazzo un’opera nata tutta insieme.

Il percorso prosegue nei Giardini Alti, organizzati su terrazze con fontane, giochi d’acqua e viali alberati. Le antiche Scuderie Farnesiane, avviate nel XVI secolo, sono state recuperate per usi pubblici, culturali e formativi. La loro vicenda mostra come il patrimonio non coincida soltanto con le sale di rappresentanza, ma comprenda edifici che continuano ad avere una funzione nel paese. La scheda comunale delle Scuderie Farnesiane ne ricostruisce le trasformazioni.

Noccioleti, castagneti e il lago vulcanico

La Riserva Naturale regionale del Lago di Vico si estende nei territori di Caprarola e della vicina Ronciglione. Protegge ambienti lacustri, palustri e boschivi; secondo la pagina naturalistica comunale, il bacino si formò dopo il collasso del vulcano Vicano, circa 400.000 anni fa. Salendo si incontrano faggete e castagneti, mentre sui versanti più bassi prevalgono i noccioleti. Sentieri, strade e aree attrezzate consentono una visita a piedi e soste nel verde: è bene seguire i percorsi segnalati e rispettare le regole dell’area protetta.

L’agricoltura dà forma sia al paesaggio sia all’economia locale. La nocciola è la coltura più riconoscibile di Caprarola; castagne e altri prodotti stagionali completano il rapporto con i Cimini. Il portale turistico comunale raccoglie ristoranti del centro e del lago, agriturismi e attività alimentari. La Sagra della Nocciola trasforma il raccolto in un momento pubblico di festa, con date e programma che variano ogni anno: controllare gli avvisi aggiornati aiuta a non confondere una tradizione ricorrente con un calendario fisso.

Arrivare e scegliere il ritmo della visita

Un itinerario a piedi può iniziare nel Borgo Vecchio, salire lungo la Via Diritta fino al palazzo e rientrare da un’altra strada, facendo attenzione alle chiese e alle fontane. Santa Maria Assunta permette di osservare il modo in cui un edificio medievale è rimasto incorporato nel tessuto successivo. Con più tempo si possono unire palazzo e giardini a una passeggiata nella riserva, oppure proseguire verso Ronciglione. Viterbo e Villa Lante a Bagnaia sono un’estensione possibile nella Tuscia.

Il sito turistico ufficiale segnala autobus diretti da Viterbo e da Roma-Saxa Rubra; la ricerca orari di Cotral permette di controllare fermate e corse per la data scelta. Nel periodo estivo viene inoltre proposto un collegamento fra centro storico e lago, da riconfermare sul posto per stagione e orari. Le informazioni attuali su aperture, parcheggi e accessibilità del palazzo sono pubblicate dall’Istituto Ville Monumentali della Tuscia. Chi ha esigenze di mobilità dovrebbe contattare il sito prima della visita: i giardini presentano dislivelli e fondo irregolare. Orari, servizi stagionali, trasporti ed eventi possono cambiare; per programmare le tappe consulta VisitCaprarola, il sito turistico comunale, e verifica il viaggio sulla pagina orari Cotral.