Il paese nato sul Colle
A 2.035 metri, Sestriere occupa un valico tra la valle di Susa e la val Chisone. È nota soprattutto per lo sci, ma il Comune comprende più del nucleo alberghiero del Colle: ne fanno parte anche Borgata, Champlas du Col e Champlas Janvier. Al 1° gennaio 2026 l’ISTAT stimava 893 residenti nell’intero territorio comunale. Il dato va letto accanto ai flussi stagionali, molto più ampi: sportivi e visitatori animano il paese in inverno, mentre camminatori, ciclisti e ospiti estivi ne sostengono un’altra stagione di attività.
Qui la quota è un fatto concreto, non uno sfondo. Le cime di Fraiteve e Sises circondano il colle e invitano a uscire dal centro, ma le condizioni di montagna impongono di controllare meteo e sentieri. D’inverno il comprensorio sciistico scandisce le giornate; d’estate si apre il paesaggio per camminate, percorsi in bici e golf. Alberghi, ristoranti, negozi e servizi seguono un calendario che cambia con le stagioni, perciò è utile verificare aperture e attività prima di partire.
Una fondazione recente e voluta
La storia del Comune comincia nel Novecento: Sestriere fu costituito ex novo con Regio Decreto del 1934, con il nome di Sestrières, trasformato in Sestriere nel 1935. Il nuovo territorio riunì l’ex Comune di Champlas du Col, quello di Sauze di Cesana e la frazione Borgata, staccata da Pragelato. Sauze di Cesana tornò autonomo nel 1947; nel 1955 i confini di Sestriere raggiunsero l’estensione attuale.
Prima della località turistica, racconta il Comune, al colle viveva una sola famiglia. Paolo Vincenzo Possetto avviò nel 1914 la costruzione di un piccolo albergo con ristorante, completato nel 1921 con venti camere e ampliato a settanta nel 1929. Dal 1930 la Società Incremento del Sestriere, con Giovanni Agnelli e il figlio Edoardo, diede forma al progetto di una stazione moderna: impianti di risalita, hotel e le due torri che ancora dominano il profilo del paese. Turismo Torino lega le torri a un progetto di vacanza per i dipendenti Fiat. È una storia particolare di pianificazione turistica e lavoro, diversa da quella dei borghi nati lentamente attorno a un castello o a una pieve.
La memoria locale conserva anche racconti più antichi, da trattare con cautela. La pagina storica comunale riconduce il nome a “Petra Sextreria”, una sesta pietra miliare per misurare la distanza da Torino: è l’interpretazione proposta dall’ente. Nel 1814 fu realizzata una strada carrozzabile in età napoleonica; l’obelisco eretto per il centenario venne demolito nel 1950 e ricostruito in via Pinerolo nel 1987. Si tramanda inoltre l’ipotesi che Annibale abbia valicato le Alpi proprio da qui, sulla base di reperti archeologici scomparsi: non è una certezza storica. Le testimonianze romane delle valli vicine non bastano da sole a retrodatare la nascita di Sestriere.
Torri, sport e memoria delle borgate
Le torri gemelle sono il segno più riconoscibile del centro, insieme alla Cappella della Madonna Regina Pacis, inaugurata nel 1924. Il vecchio obelisco ricostruito racconta il ruolo del colle come passaggio. A Champlas il Museo del Carnevale Storico permette di avvicinarsi a una tradizione locale che precede la grande stagione degli impianti; prima di andarci, è meglio informarsi sui giorni di apertura. La rete turistica segnala anche biblioteca, palazzetto dello sport e pista di pattinaggio: strutture che servono la comunità e i gruppi sportivi oltre al turismo occasionale.
Le gare hanno portato il nome di Sestriere fuori dalle valli. Il paese ospitò i Mondiali di sci alpino del 1997 e le competizioni maschili dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Torino 2006, continuando poi a ricevere prove di Coppa del Mondo. Le piste locali fanno parte della Via Lattea, che collega Sestriere a Sauze d’Oulx, Cesana Torinese, Claviere, Sansicario, Pragelato, Oulx e Monginevro, in Francia. Non tutte le connessioni sono sempre aperte: stagione, innevamento e gestione degli impianti incidono sulla rete effettivamente percorribile.
Quando la neve lascia spazio ai prati, il campo da golf a 18 buche è indicato aperto da giugno a settembre. Trekking e ciclismo allargano la visita a chi vuole muoversi senza restare sulle piste invernali. Le difficoltà non sono uniformi: conviene passare dall’ufficio turistico per mappe e condizioni aggiornate, soprattutto dopo temporali o nevicate fuori stagione. La cucina e l’accoglienza sono parte dell’economia del luogo; la varietà di alberghi, ristoranti e negozi è coerente con una località che riceve ospiti durante più stagioni.
Accessi e spostamenti
In auto da Torino, il Comune indica la A32 Torino–Bardonecchia con uscita Oulx Ovest, seguita da circa 22 chilometri fino al colle. Da Pinerolo si può raggiungere la A55, uscire in città e proseguire sulla SP23R del Colle di Sestriere. In inverno fondo stradale, obbligo di dotazioni e possibili limitazioni possono modificare tempi e accessi.
Le linee Arriva 275 e 282 collegano Sestriere con Perosa Argentina, Pinerolo e Torino; il Comune segnala anche una linea Pinerolo–Sestriere e il collegamento da Oulx via Cesana. La stazione ferroviaria più vicina è Oulx-Cesana-Claviere-Sestriere, a 22 chilometri: da lì occorre proseguire con autobus o trasferimento. Corse e coincidenze variano secondo stagione e calendario scolastico, quindi vanno ricontrollate per entrambe le direzioni, soprattutto per il rientro verso il treno. Nel nucleo del Colle i servizi principali sono raggiungibili a piedi; per le borgate e i punti di partenza dei sentieri può servire un taxi, una navetta o un’automobile. Sestriere non racconta un passato millenario inventato: il suo interesse sta nella trasformazione documentata di un valico abitato da pochi in una comunità costruita intorno al turismo, allo sport e alla vita d’alta quota.